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GALLUZZO:NEL PD UDINESE ZERO LIBERTA' AI CONSIGLIERI

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Claudio Galluzzo (vedi foto), primo consigliere della lista dei non eletti in forza Pd.

Egregio Direttore, Leggo in questi giorni sul Messaggero Veneto, in riferimento alle vicissitudini di Palazzo D'Aronco, che nell'eventuale chiamata in consiglio comunale, che potrà avvenire solo con le dimissioni da consigliere di uno dei due assessori Pd, Scalettaris o Del Torre, una mia affermazione con cui dichiaro che se ciò avvenisse "non siederò nelle file del Pd". Ritengo che questo sia tutto da accertare visto che non mi è mai stato chiesto direttamente quale sarà la mia posizione politica nell'eventualità, che uno degli assessori si dimetta da consigliere. La scelta che farò potrebbe essere ben diversa da quella prospettata soprattutto alla luce di quello che sta avvenendo in questi giorni. Ben chiara invece è stata la scelta che il Partito Democratico ha fatto fin dall'inizio della campagna elettorale del 2013, accettando la candidatura per ovvie ragioni, ma evitare che Galluzzo potesse continuare per altri cinque anni a fare parte della compagine PD che avrebbe occupato i banchi della maggioranza di Palazzo D'Aronco fino al 2018. Tutti i consiglieri Pd del precedente mandato sono stati riconfermati tranne uno, Galluzzo appunto, che nonostante tutto è rimasto in gioco con le sue 88 preferenze, creando il problema delle dimissioni degli assessori da consiglieri. E' da ingenui quindi pensare che il motivo di questo astio nei miei confronti sia dovuto alla sola vicenda delle strisce pedonali; c'è dell'altro che nessuno ha il coraggio di esternare! Riferire tutto il mio mandato quinquennale a quel fatto è operazione disonesta e poco gradita. Forse le motivazioni di questa poca simpatia sono ben altre. fare il consigliere per i cittadini molte volte costringe ad assumere posizioni che creano qualche malumore e fastidio a chi governa e al partito di maggioranza che sostiene quel governo. Avere persone che usano la loro testa per votare con coscienza e non per tifo, non piacciono. Sono stato un pessimo consigliere del Pd lo ammetto. Avrei dovuto obbedire di più. Essere critici, soprattutto in un partito, come il Pd (l'esempio nazionale ne è conferma) che è nato dalla base attraverso i circoli, non è una qualità, e se poi hai troppo coraggio di dire la tua diventi pericoloso, destabilizzante...un sovversivo, che mira soprattutto alle apparizioni giornalistiche. Sei uno che mette scompiglio nel fragile assetto del "giovane" gruppo consiliare. Queste sono alcune delle accuse che mi sono state fatte qualche anno fa dalla Segreteria del Pd e dal mio circolo di riferimento, il circolo 5 di Cussignacco. E mi sconcerta ancora che a sostegno della tesi è stato addirittura confezionato un dossier con tanto di articoli giornalistici, esiti di votazioni consiliari, ecc. Il problema quindi non è che Galluzzo non entrerà nelle fila del Pd, ma che è il Pd che non lo ha voluto e non lo vuole. L'assessore al bilancio Del Torre, avrebbe dovuto dimettersi da consigliere già dal giorno dopo le elezioni, ma non lo ha fatto; perchè? Probabilmente la sua fedeltà al Pd e al palazzo è secondaria all'etica e alla moralità che quel partito e quel palazzo si sono dati. Se per essere definiti dei bravi consiglieri, bisogna rinunciare all'etica e alla coerenza...scusatemi ma a me diventa difficile esserlo. ringrazio e saluto, e mi scuso in anticipo nell'eventualità avessi offeso qualcuno; non era mia intenzione farlo.

Claudio Galluzzo (primo dei non eletti del Pd in consiglio comunale a Udine)