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BOLZONELLO SI SFOGA E SHAURLI DIVENTA INCOMPATIBILE

Non si fa attendere la telefonata di parziale chiarimento del vice presidente della Regione Fvg, Sergio Bolzonello (Pd) sul presunto caso di incompatibilità legato al suo ruolo di consigliere di amministrazione della società consortile Crita r.l. Precisa che la sua appartenenza al cda di Crita era un atto dovuto e non una scelta personale come quella dei suoi colleghi Enzo Marsilio e Enio Agnola all'interno delle cooperative di gestione dei noti alberghi diffusi. Precisa anche che "lui" non ha ottenuto alcun guadagno o vantaggio personale dal farne parte a differenza di qualcun altro. Ammette che probabilmente lo statuto di Crita presenta dei lati poco regolari e che forse chi in passato lo ha redatto non ha tenuto conto di alcune norme di primarie importanza. Con un sorriso liberatorio, termina la telefonata chiarendo che dal 15 maggio, data in cui ha ceduto la delega all'agricoltura al collega Cristiano Shaurli, a far parte del cda sotto accusa di Crita è oramai l'ex capogruppo del Pd. Resta da capire, adesso, congelando il periodo di Bolzonello, cosa farà Cristiano Shaurli (vedi foto) ora che la Regione Fvg sa di far correre dei seri rischi di incompatibilità a chi occupa quella sedia. Certo è che anche gli uffici regionali continuano a dimostrare disinteresse o negligenza aprendosi sempre più fronti di consiglieri incompatibili a loro insaputa o meno. A sentire gli addetti ai lavori, non vi sarebbero dubbi: la legge regionale è chiara e come abbiamo già detto, uno statuto scritto con articoli illegittimi non può cambiare le regole: l'assessore regionale Cristiano Shaurli è da considerarsi incompatibile da oltre quindici giorni.