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RISALE AL 2009 LA PROMESSA A STEFANO GASPARIN

Non è solo lo stipendio dei vertici della Quiete a rendere appetibile un posto nel cda ma anche i tanti programmi che l'amministrazione conunale e la sanità regionale riversano nell'Asp udinese. Resta da capire per quale ragione, il Pd non voglia identificare un manager o un medico per la presidenza della Quiete ma sia orientata a indicare il vice presidente uscente verso un terzo mandato. Il Pd udinese è spaccato: qualcuno indica nel capo gabinetto della giunta regionale Agostino Maio e qualcun altro nel consigliere regionale Enzo Martines lo sponsor di Stefano Gasparin. Ma cosa afferisce tanta forza ad un semplice dipendente regionale privo, fra l'altro,  di pacchetti di tessere o di competenze specifice nel campo dell'assistenza socio sanitaria? Lui ufficialmente parla di un suo storico sostegno a Debora Serracchiani fin dai tempi in cui era una semplice segretaria cittadina del Pd udinese, ma basta andare indietro al febbraio 2009 per capire che c'è dell'altro. In quell'anno il consiglio di amministrazione della Quiete dovette votare per "accogliere" Eluana Englaro nella propria struttura. Quasi tutti i medici si dichiararono contrari ed il voto finì 4 a 3. A favore si espressero l'allora presidente dell'istituto Ines Domenicali, quota Pd; il geriatra Giorgio Avon e l'esponente dei Verdi Colomba Emilio Gottardo; contrari il dottor Giuseppe Tonutti, l'ortopedico Pietro Commessatti e la farmacista Antonella Colutta. Il quarto e decisivo voto favorevole, arrivò da un esponente del Pd friulano legato al cattolicissimo capogruppo regionale del Pd Gianfranco Moretton: Stefano Gasparin. Un voto, quello di Gasparin, che fece vincere la linea del sindaco Furio Honsell e portò alle immediate dimissioni dell'allora assessore comunale alla sanità, il cattolico Giovanni Barillari. Sarebbe la prima volta, in cui il Pd della rottamatrice Debora Serracchiani, rinnoverebbe dopo dieci anni di mandato un vertice di un ente pubblico.