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IL CASO PIRONE DILANIA SEL E MONDO DELLA CULTURA

L'assessore alla cultura Federico Pirone questo pomeriggio era all'estero; gli abbiamo inviato un sms chiedendogli se fosse stato cacciato da Sel o se fosse stato lui a sbattere la porta. Pochi minuti dopo arriva una sua cortese e breve risposta: "Loro non si sentono rappresentati da me a livello amministrativo, ne prendo atto". Telefoniamo quindi al consigliere regionale Stefano Pustetto per sapere il suo punto di vista sul caso Pirone. Non ha dubbi: "Sto pienamente dalla parte di Pirone che da quando è stato nominato assessore alla cultura ha sempre lavorato seriamente e con gran dedizione. Non approvo, piuttosto, la polemica sterile e fine a se stessa del segretario provinciale e capogruppo Andrea Sandra (vedi foto), finalizzata solo ad ottenere la poltrona di Federico". Ma presto Pustetto si dimostra un fiume in piena, arrabbiato con tutta Sel: "non esiste una visione comune nel partito. Ognuno rema verso una direzione diversa. Lauri, politicamente, è uno zerbino nei confronti della Serracchiani; con la Pellegrino concordo ben poco. Se non esco dal gruppo è solo per senso di responsabilità, cosa che manca a molti: sarebbe come tentare di spaccare un atomo in più pezzi". Gli chiediamo se è vero che da tempo, alla pari di Pirone, non versa la quota al suo partito e non ha nessuna difficoltà ad ammetterlo con un laconico: "Sono fuori da Sel". Chiudiamo il giro con l'onorevole Serena Pellegrino accusata di aver perorato la causa di Sandra con il sindaco Honsell, ai danni di Federico Pirone. La sua voce al telefono è tranquilla e sicura; poche parole ma molto chiare: " Non mi sono mai intromessa sulle deleghe del sindaco che ha agito indipendentemente; che l'assessorato andasse a Pirone era un dato oggettivo come è altrettanto oggettivo il fatto che l'assessore Pirone ha agito in questi due anni senza vincolo di mandato ritenendo di non dover riferire ne confrontarsi, ne contribuire all'attività del partito. Per noi la sua scelta è un atto dovuto e da rispettare. La realtà culturale udinese è variegata, delicata e complessa. La delega alla cultura lo è altrettanto". Intanto fioccano le lettere di mal contento ai vertici dei partiti del centrosinistra ed aumentano i timori di tagli agli operatori non allineati.