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AUTOVIE VENETE: E' SCONTRO FRA I PEZZI DA NOVANTA

E' scontro di "dottrine" fra gli esperti in infrastrutture del governo Serracchiani. Sono una decina in tutto, fra pensionati d'oro e renziani last minute, ma ciascuno di loro ritiene di avere la verità in tasca. Alcuni sono avvocati, altri architetti, altri ancora amano definirsi manager (per tutte le stagioni). E così, il prossimo 30 giugno, con la chiusura dell'esercizio sociale, scadrà il consiglio di amministrazione di Autovie Venete. Poi di fatto si slitterà fino alla metà di ottobre. Secondo il presidente Emilio Terpin, in quella data decadrà anche l'amministratore delegato Maurizio Castagna, essendo anche egli componente del cda medesimo. Castagna, infatti, venne cooptato con le dimissioni dal cda di Autovie Venete di Cesare Bulfone. Differente il teorema del presidente della FUC, Maurizio Ionico (vedi foto), che ritiene Castagna in possesso di un incarico triennale e quindi ancora a metà corsa. Non solo, secondo lo stesso Ionico, Castagna potrebbe essere la "soluzione ponte" che assorbirà anche il ruolo di Terpin in attesa della soluzione del rebus delle concessioni autostradali. Macchè - replica a stretto giro Terpin - per legge non esiste alcun contratto triennale di questo genere anche perchè Castagna dovrebbe essere un dirigente, cosa che invece non è. Si aprono poi le possibilità dell'anno di volontariato per i già pensionati, norma che vedrebbe interessare non tanto Terpin che ha ufficializzato il suo disinteresse a permanere in Autovie Venete, ma altri due nomi eccellenti: l'ex presidente Giorgio Santuz e l'attuale ad Maurizio Castagna. Chissà quale sarebbe, in proposito, il parere dell'avvocato Gianfranco Carbone (vice presidente della giunta Biasutti caduto poi in disgrazia nel 1993), attualmente uno dei principali consulenti legali di Autovie Venete. Ultima ipotesi, da non sottovalutare, l'ingresso dalla porta principale delle banche e magari una presidenza del gioiellino Autostrale "targata" Giuseppe Morandini.