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LE IMBARAZZANTI VERITA' DELLA CONVENTION AZZURRA

La politica locale non può essere affrontata con la stessa genericità di quella nazionale, oppure si rischia di cadere in banali luoghi comuni. A leggere la stampa odierna parrebbe che la convention azzurra di ieri, organizzata da Massimo Blasoni sia stata un grande successo, ma così non è stato. Non solo, ma lo stesso quotidiano locale, prende più granchi, come ad esempio non avere ancora capito che il papabile candidato alla poltrona di governatore potrebbe essere Roberto Snaidero e non il fratello Edi (di cui hanno pubblicato anche la foto). E, credeteci, fra i due fratelli vi è un abisso. Ciò detto, torniamo al convegno. Chi conosce un minimo la città di Udine, impiega pochissimo tempo per individuare fra i presenti tutta una serie di persone chiaramente cooptate per fare numero, ma non certo interessate all'argomento. Dalle foto (vedi immagine) si intravedono mogli, amici e segretarie di alcuni dei relatori. E poi, la sala dell'albergo, presa sempre a parametro per la riuscita di un evento, ha una capienza ufficiale di 300 persone; volendo anche aggiungere altre cento persone in piedi, si arriverebbe a quattrocento persone, per una convention che ha visto l'impegno diretto di tutto il partito regionale, compreso i vari consiglieri regionali, il deputato e una decina di sindaci. Come dire che ciascun big ha portato una ventina di spettatori. Altro dato di cui tenere conto è la frattura che si è registrata fra gli amministratori locali che hanno parlato nella prima parte del dibattito e Massimo Blasoni, che li ha accusati di essere scontati e prolissi, per una nuova fase della politica che deve assomigliare più alle Leopolde di Renzi che alle vecchie assemblee dei partiti. Nessuno dei presenti, oggi, ricorda che se attualmente il deputato di Forza Italia è Sandra Savino al posto di Massimo Blasoni, buona parte del merito è di quel Renzo Tondo, continuamente criticato dalla coordinatrice regionale.