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PD IN CRISI DOPO IL PRANZO DI CERNO CON MARAN E TESINI

Quella fra l'onorevole GianLuigi Gigli e il senatore Alessandro Maran in Friuli Venezia Giulia era stata sempre vista come una strana accoppiata. Entrambi (vedi foto) eletti nella lista Monti, ma con posizioni opposte sul caso friulano più famoso degli ultimi decenni: il caso Englaro. Ironia della sorte, dei due politici si parla proprio in questi giorni a sei anni esatti dalla scomparsa di Eluana Englaro. Gigli, neurologo super cattolico, Maran intellettuale laico. Si ricordano bene di Maran, i suoi compagni di partito, allorquando alle ultime politiche si rifiutò di misurarsi con lo strumento delle primarie tanto caro a Matteo Renzi preferendo il seggio sicuro con il senatore a vita. Quindi il ritorno di Maran nel Pd, ma sia chiaro - precisano i democratici friulani - nel gruppo della camera non nel partito. Arrivano le invettive dell'on. Giorgio Brandolin, che nel mezzo di un incontro con Petrucci, dichiara di "vergognarsi di politici come Maran che salgono e scendono dai partiti". Sul Messaggero Veneto, appare un editoriale del direttore Tommaso Cerno che difende la posizione di Maran e i compagni udinesi gridano allo scandalo, a partire dai bersaniani. Poi, ieri la colazione che fa traboccare il vaso: verso le 13 vengono visti pranzare assieme al Là di Moret, Tommaso Cerno, Alessandro Maran e Alessandro Tesini. Immediato il giro di telefonate e i ragionamenti fantapolitici. Qualcuno fa presente che il renziano socialista Nencini quando venne a Udine preferì incontrarsi con Ferruccio Saro e Alessandro Tesini prima che con i compagni nostalgici; qualcun altro torna a parlare dei vari incontri promossi dal senatore di Martignacco, con Alessandro Colautti, Marco Quai e Mauro Delendi. Il "podere" logora, chi non lo ha...