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    ORA LA COMUNITA' ISLAMICA UDINESE GIRA LA FRITTATA

    ORA LA COMUNITA' ISLAMICA UDINESE GIRA LA FRITTATA

    Non sappiamo se si tratti di una mancanza di dialogo interno al centro islamico udinese Al Salam, oppure di una presa per i fondelli verso chi comunque cerca di tenere alta la democrazia e il dialogo. L'Associazione Comunità Islamica Al Salam ha come portavoce Bouraoui Slatni e come presidente Alessandro Spartà, detto Alì. In occasione della realizzazione di un programma televisivo e web condotto dal Perbenista che vedrà fra i vari ospiti anche la presenza di Magdi Cristiano Allam, abbiamo invitato esponenti politici regionali di spicco, intellettuali e una voce del mondo islamico udinese. A farci da tramite con le comunità islamiche friulane ci ha pensato il sociologo Marco Orioles (vedi foto). Il portavoce Slatni ha comunicato che avrebbe partecipato volentieri alla trasmissione come farà anche in altri canali se in orari compatibili con quelli del suo lavoro. Inspiegabilmente però a Marco Orioles in queste ore è giunta una strana mail, alquanto contraddittoria, dal presidente dello centro islamico Al Salam, Alessandro Spartà. Come da volontà dello stesso Spartà vi diamo pubblicazione letterale:

    "Ciao Marco, ti ringrazio per l'invito a partecipare ad una trasmissione televisiva presso FreeTv; ho cercato di contattare qualcuno in associazione disponibile a partecipare ma non ho trovato nessuno. Vorrei spiegarti il prechè, pregandoti, se ritieni opportuno, di leggere queste motivazioni anche durante le riprese televisive, perchè la nostra assenza non sia interpretata diversamente. Nessuno se l'è sentita di partecipare, me compreso, perchè in questo momento c'è troppo vlamore sull'Islam, se ne parla troppo. Siamo intimiditi, disorientati, ci sentiamo messi sotto una lente di ingrandimento e qualsiasi cosa si faccia, o non si faccia, siamo oggetto di critiche. Gli amici di Pordenone hanno scelto di invitare le autorità, e questo ha scatenato le polemiche; se non lo avessero fatto sarebbero stati accusati del contrario. Si parla dell'Islam perchè è "di moda", perchè fa "audience"; per altri si tratta invece di una ghiotta occasione per raccattare qualche voto in più alle prossime elezioni. Noi vogliamo tenerci defilati da tutto questo, vogliamo solo vivere in tranquillità, come abbiamo fatto finora, e professare la nostra fede. Certamente, è assurdo fare una trasmissione sui musulmani senza la presenza almeno di un rapresentante, ma non capiamo nemmeno il perchè di una trasmissione, perchè dovremmo parlare e di cosa, come se dovessimo giustificarci di quello che succede nel mondo. siamo una piccola comunità che vive in questa regione e non dobbiamo giustificarci nè scusarci per cose che accadono nel mondo e che sono più grandi di noi e per le quali non abbiamo responsabilità alcuna. Ribaltando la situazione, la stessa cosa potremmo chiedere noi. Ti faccio un esempio: a fine dicembre, quindi molto prima dei fatti di Parigi, sul sito web di un giornale italiano (Corriere della Sera) apparve la notizia di un attentato incendiario ad una moschea in Svezia, ad Eskilstuna, che causò anche diversi feriti. Come forse sai, il lettore on-line ha la possibilità di esprimere il proprio sentimento circa la notizia pubblicata, ad esempio soddisfazione, tristezza, rabbia, indifferenza, ecc. Ebbene l'82% dei lettori erano contenti per questa notizia. Ti rendi conto? L'82%! Ci chiediamo come, nella nostra Europa, sia potuta accadere una "Notte dei cristalli". Ora io non me lo chiedo più, so che è stato possibile e capisco il perchè. Ti confesso che quando mi reco nella sede della nostra associazione mi guardo intorno con sospetto, perchè non mi sento più tranquillo. Spero di essere riuscito a farti capire il nostro stato d'animo e le motivazioni per le quali nessuno se l'è sentita di partecipare alla trasmissione. Mi scuso con te e con Free Tv e ti saluto cordialmente. Alessandro Spartà

  • Commenti

  • Dite allo Spartà( con l'accento sulla a) che i lettori non leggono solo le notizie del Corriere della Sera sul fatto specifico, ma vanno oltre. Sono pure informati di quello che avviene nella "social-democratica" Svezia laddove, tanto per dirne una, i vostri cari figlioli menano i bambini svedesi solo perché a scuola si portano, come merenda panini, con salumi o come la capo bagnina di una piscina pubblica di Stoccolma, di fede islamica, cerchi di vietare l'ingresso alla struttura alle donne in bikini.Volendo si può continuare ad elencare piccoli episodi, ma significativi, per dimostrare la loro tendenza, meglio obbligo, a voler imporre i loro dettami. E' inutile che la menino.(punto) Commento inviato il 15-01-2015 alle 10:48 da lupopaziente
  • Che dire? Secondo me non se la sentono di partecipare per il semplice motivo che hanno paura di trovarsi di fronte a una persona preparata come Magdi Cristiano Allam il quale metterebbe subito in evidente tutte le loro incongruenze e contraddizioni e non saprebbero come rispondere. Hanno la doppia faccia e la doppia morale in base alla situazione in cui si trovano e questo uno come Magdi lo sa benissimo e sa anche come metterlo in evidenza. Commento inviato il 15-01-2015 alle 09:44 da Anonimo
  • Siamo una società in piena crisi di valori, con una grande denatalità, senza speranze per i giovani, con una classe politica che ...lascia a desiderare. Come e con chi possiamo uscire dalla crisi e salvarci? Commento inviato il 15-01-2015 alle 09:37 da Secutor
  • Questa è l'ennesima prova che, molti musulmani, non ritengono così grave quanto accaduto a Parigi ed in altri posti (Nigeria, Siria, Iraq, Afghanistan, Pakistan....etc). Basta vedere quanti musulmani hanno partecipato e come si sono svolte le loro pseudo proteste in Italia contro gli attentati di Parigi. Altra prova è quello che è stato detto ieri sera a Telefriuli da alcuni loro esponenti. A precise domande rispondevano partendo dalle crociate e ricordando i gravi errori delle Nazioni occidentali nei confronti del mondo musulmano. Sono arrivati al punto di accostare le attuali vignette satiriche alla campagna di denigrazione (poi trasformatasi in segregazione/uccisione) contro gli ebrei negli anni '30/40 dello scorso secolo (come se oggi fosse l'inizio di una simile campagna d'odio contro i musulmani in Europa). Chiudendo poi in bellezza con palesi divisioni sulla situazione egiziana (è più illeggittimo l'attuale generale-presidente o i Fratelli Musulmani....). Il mondo è diviso da milioni di idee diverse, da mille fazioni. Ma obbligare altri a subire le proprie idee, usi, tradizioni con la violenza appartiene solo ad una cultura. Quale? Commento inviato il 15-01-2015 alle 08:58 da Gianni1956
  • bravo Marco a darne notizia e la lettera di Spartà conferma l'incongruenza: sugli eventi francesi non dicono nulla perchè sono più grandi di loro tranne poi definire quelli svedesi "norre dei cristalli". Non vedo percè non se la sentano di partecipare: è una trasmissione, mica un aguato, e non menino il can per l'aia sventolando un pre-vittimismo da possibile, ma improbabile, rivalsa locale. Infine l'invito dei mussulmani pordenonesi: quante donne erano mai entrate in quella moschea? Zero: parliamone della condizione della donna mussulmana. Altro che velo si e velo no! Commento inviato il 14-01-2015 alle 17:18 da Retiarius

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