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PARENTOPOLI IN MARILENGHE AL TEATRI STABIL FURLAN

COOPCA: ORA LA CARNIA TREMA E SI INCAZZA

Era il 4 agosto del 2014, quando la Governatrice Debora Serracchiani (vedi foto) faceva visita al Centro Distribuzione della Società Cooperativa Carnica di Consumo Coopca di Amaro nel corso della quale il Presidente della Coopca Collinassi, il vice Agostinis, il direttore generale Veritti ed il presidente onorario Cortiula hanno illustrato le peculiarità e potenzialità della nuova sede, riassumento orgogliasamente la storia di una realtà nata più di cento anni fa e sviluppatasi in Carnia fino ad arrivare agli attuali seicento dipendenti con la recente espansione nel vicino Veneto. Un centro faraonico costato oltre 14milioni di euro che sta facendo tremare le ginocchia alla Banca di Cividale preoccupata per il recupero del mutuo erogato. Aldo Zambelli direttore generale di Coopca fino al 2008 non può, invece, che difendere la scelta del mega centro di distribuzione di Amaro giustificando l'esorbitatnte spesa come una necessità collegata a strategie logistiche e di crescita. La Regione Fvg avrebbe dovuto vigilare, ma, come afferma qualche funzionario, la competenza al controllo sarebbe stata anche della stessa Confcooperative. Come sempre accade inizia il gioco dello scarica barile e da Confcooperative ci comunicano che i dirigenti di Coopca sono persone serie ma che comunque hanno la doppia iscrizione, sia in Confcommercio che in Lega Coop. Su una cosa concordano tutti: Coopca è sempre stato regno dei socialisti, un pò come le cugine Cooperative Operaie di Trieste. Presidente regionale di Confcooperative e a lungo vice presidente delle Cooperative Operaie è Franco Bosio, storico collaboratore dell'allora potente vice presidente della giunta regionale e assessore all'industria Gianfranco Moretton. Intanto in Carnia, mentre i vertici del mondo cooperativo continuano a sorseggiare bollicine in una nota enoteca del centro udinese come se nulla fosse, gli anziani dei paesi temono di non riuscire più a recuperare i risparmi di una vita investiti in Coopca. E poi tanta ira e tanta diffidenza incrementate dalla voce che, al contrario dei piccoli investitori, qualche big avrebbe riscattato in tempo le proprie quote.