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PARENTOPOLI IN MARILENGHE AL TEATRI STABIL FURLAN

EXPOCERNO: IL FRIULANO A CORRENTE ALTERNATA

Sono trascorsi appena quattro mesi da quando, a Grado, l'allora caporedattore de L'Espresso, Tommaso Cerno (vedi foto), attaccava duramente L'Ente Friuli nel Mondo rifiutando un invito, di cui era stato cortese tramite Piero Villotta, da parte del produttore vinicolo Piero Pittaro. "Mi chiedo che senso ha finanziare l'Ente Friuli nel Mondo e spendere soldi per i friulani in giro per il pianeta quando non ci sono nemmeno le risorse per far nascere i banbini a casa loro. Il primo ente che mi viene in mente parlando di inutili carrozzoni mantenuti con soldi pubblici - disse Cerno - è l'Ente Friuli nel Mondo. Il presidente Pietro Pittaro ci spieghi perchè mai i friuani dovrebbero continuare a mantenerlo in vita...I primi veri sprechi sono le convention mondiali, gli eventi, le cene e i tanti viaggi organizzati all'estero da questo baraccone. Lo chiamino piuttosto "Ente Mondo nel Friuli", visto che sono i cittadini a pagare le spese per le iniziative che organizzano". Oggi, dopo pochi mesi, quando Expo Milano 2015 boccia le proposte della Regione Fvg formulate per mezzo del capogabinetto della Serracchiani, Agostino Maio, in quanto considerate di livello non adeguato e più simile ad una sagra, Tommaso Cerno si trova costretto a dover cambiare idea. Non solo: ospita una rubrica del coerente (lui) Duca dei Vini Piero Villotta, vice presidente di Piero Pittaro, che esordisce con queste battute: "La notizia data dal Messaggero Veneto che vogliono impedirci di mettere in degustazione i prodotti friuani all'Expo nello stand della Regione ha riempito di sdegno me e tutto il Ducato dei vini friulani. Si tratta di una prepotenza e di una scemenza. Abbiamo ancora un credito aperto nel mondo, quello relativo allo stile di vita, al mangiare, al bere italiano. A quale mafia di consulenti si sono affidati i miei colleghi Duchi di Milano, Roberto Primo, Formigoni e Roberto secondo, Maroni, per partorire una normativa del genere?"