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POVERO FVG: MAIO CONFONDE L'EXPO CON FRIULI DOC

Ancora una volta Il Perbenista, un paio di mesi fa, ci vide bene quando parò di Expomenefreghismo da parte di Agostino Maio, capogabinetto di Debora Serracchiani e coordinatore del progetto Expo Milano 2015. Si tratta di una grandissima opportunità e di una colossale vetrina mondiale, perciò non è concepibile che la regione Fvg dedichi ad Expo solo qualche ora ogni tanto. Come può, difatti, dalla sua poltrona triestina di oltre 100mila euro monitorare e programmare un evento di tale portata? E che dire del mini staff, ad oggi conosciuto solo all'interno degli uffici, composto da una semplice collaboratrice dello stesso gabinetto di Presidenza e da un paio di funzionari di quel Turismo Fvg che ha offerto ben poche intuizioni alla Regione Fvg? Solo poche settimane fa durante la visita a Udine di uno degli ambasciatori di Expo 2015, l'ex cestista Dino Meneghini, nè Agostino Maio, nè gli altri suoi collaboratori erano presenti ad accoglierlo. E così, il solo lavoro fatto , quello di mailing list ed iscrizioni varie, è stato delegato alla più attiva Cciaa di Udine. Nessuna traccia di documentazioni, file, convegni, dibattiti e tavoli di lavoro in oltre un anno eccetto un paio di uscite datate, sempre con lo stesso tormentone stile Friuli Doc : "Verrà organizzata un'iniziativa chiamata Alle radici del gusto che coinvolgerà San Daniele, Aquileia, Maniago e Spilimbergo; saranno fatti degustare degli ottimi vini bianchi del collio e i vari formaggi delle latterie friulane; infine top delle idee, per attarre milioni di turisti di tutto il mondo una giornata a Maniago, città dei coltelli dove si terrà il convegno "dalle lame alle Lamine" con Kristian Ghedina."  Oggi, il capogabinetto Agostino Maio (vedi foto), ha avuto il coraggio di esternare sulla stampa: "Assurdo, daremo battaglia. Come possiamo mettere in mostra un prosciutto di San Daniele o una forma di Pitina di Maniago se poi non si possono assaggiare? Gli organizzatori milanesi ci hanno replicato che non si può trasformare il padiglione in una  sorta di sagra della salamella". E bene hanno fatto! Forse l'ex vice sindaco udinese Agostino Maio non ricorda che Friuli Doc è finito sotto la lente di ingrandimeto per questioni legate alla sicurezza e all'igiene; ciò malgrado, la sua idea innovativa rimane quella di spendere oltre un milione di euro per trasferire Friuli Doc a Milano per sei mesi...magari con lo stesso staff che gestisce l'edizione locale da anni.