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    TERSILLI E IL BUSINESS DELLE CLINICHE CONVENZIONATE

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    Quella che in queste settimane Il Perbenista vi sta raccontando è una storia che riguarda il vivo del sistema sanitario regionale e il costume a cui troppo spesso ci siamo abituati. Per ovvie ragioni, di narrazione e di satira (necessaria per non piangere), da oggi, il nostro protagonista ( vedi foto) si chiamerà dott. Guido Tersilli, primario della clinica Villa Celeste convenzionato con la mutua. In effetti che il vero business fossero le convenzioni fra privato e Ass. lo aveva capito e raccontato in varie occasioni già il mitico Albertone. Ma torniamo alla nostra Regione e ai nostri giorni: Alcune settimane fa, durante una calda riunione con gli organismi sindacali che seguono le strutture sanitarie convenzionate sul territorio, c'è stata una brusca discussione, culminata con un elegante "Fatti i cazzi tuoi!". Ma nella sanità regionale esistono i "cazzi propri" o si dovrebbe parlare di interessi collettivi? Ritorniamo alla nostra narrazione: Tutte le strutture private convenzionate (cliniche, centri di fisioterapia, radiologia, analisi, etc) hanno firmato una convenzione con la Regione Fvg in cui vengono stabiliti e fissati parametri e budget annuali di risarcimento. Questo budget deve essere rigorosamente distribuito nell'arco dell'anno, per l'esattezza esaurito in dieci dodicesimi. Ciò al fine da garantire un'ottimale funzionalità assistenziale. Ebbene tutte le strutture si sono attenute a queste "regole", eccetto quella del prof. Guido Tersilli che pare avesse terminato il budget a disposizione già il 30 agosto, superandolo addirittura di oltre 30mila euro di quanto stabilito per l'intero anno. A questo punto, Tersilli, invece di ammettere questo "sforamento" ha fatto domanda all'Area Vasta di un ulteriore incremento del budget in virtù di alcuni rapporti di vecchia conoscenza.

  • Commenti

  • questi stanno facendo "carne da macello" e rispetto a quelli del cdx (poveretti ladri di pollo) sono veri professionisti. Amga Acegas Trieste Next,etc,etc etc. Meditate gente, meditate e andiamo tutti in piazza Commento inviato il 03-10-2014 alle 22:23 da Zorro
  • Quando iniziano i controlli nella aziende pubbliche di come vengono utilizzati i 2.000 milioni di euro? Il privato è remunerato a prestazione ed ha i bilanci visibili mentre nel pubblico le prestazioni non sono quantificate economicamente e viene pagato a costi. Bisogna analizzare l'inefficienza della spesa sanitaria pubblica e chiedersi se sono aziende o il solito pubblico. Commento inviato il 02-10-2014 alle 17:22 da Anonimo
  • il 03/09/2014 il Perbenista aveva denunciato il caso di Franco Rotelli, l'uomo a cui DEBORA HA AFFIDATO LA RIFORMA SANITARIA FVG - L'attuale riforma della sanità, in Consiglio Regionale prende il nome da uno dei suoi padri: il presidente della commissione sanità della Regione Fvg, Franco Rotelli, 72 anni. Uomo di spicco del PD triestino e consigliere regionale, il passato dell'uomo a cui Ettore Rosato e Debora Serracchiani hanno affidato la salute degli abitanti del Friuli Venezia Giulia è piuttosto inquietante. Ex direttore dell'Azienda sanitaria di Trieste, Franco Rotelli, tra il 2005 ed il 2007 aveva continuato ad emettere rimborsi al Centro di medicina dello sport nonostante questa struttura privata non fosse più in regola - dal punto di vista formale - con l'accreditamento presso il Servizio sanitario pubblico. Una condanna dell'ottobre 2010 a risarcire all'Ass1 con 488 mila euro per danni erariali derivanti dalla mancanza di un regolare accreditamento e dall'assenza delle necessarie autorizzazioni in capo al Centro di medicina dello Sport di Trieste. Da indagini era emerso che tra il gennaio del 2000 e l'ottobre 2008 il Centro di medicina dello Sport aveva emesso a carico della sanità pubblica fatture per quasi un milione 800mila euro: fatture che erano state regolarmente onorate. Ma era emerso anche che l'unica convenzione tra il Centro e l'Ass era scaduta il 31 dicembre 1999. Rotelli, che era stato direttore dal 1998 al 2001, era a conoscenza nel periodo tra il 6 marzo e il 5 marzo 2010 - della convenzione poi scaduta. Anzi, secondo i giudici, nonostante ciò avrebbe facilitato o pagamenti e i rimborsi rendendoli addirittura automatici. Il secondo procedimento riguardava spese indebite dell'Ass medesima a titolo di rimborso di oneri di missione e per retribuzione lorde corrisposte ad alcuni dipendenti comandati, come si ricorda nella sentenza di secondo grado. In primo grado, il 18 aprile 2012, la Sezione giurisdizionale della Corte aveva condannato Rotelli a risarcire un danno erariale di 60mila euro più 849 euro per spese di giustizia. Rotelli ha però impugnato anche qui la sentenza, ha chiesto la definizione agevolata e ha ottenuto di estinguere il processo contabile in appello versando quanto richiesto dalla Corte. A un mese di distanza nessuno si è mosso, Debby lo ha pure precettato in aula per assicurarsi il voto sulla riforma sanitaria Commento inviato il 01-10-2014 alle 21:36 da Roby
  • mancano totalmente i controlli in tutte le attività della Pubblica Amministrazione, per risollevare l'Italia lo Stato dovrebbe investire nei controllori (ma quelli veri) Commento inviato il 01-10-2014 alle 21:27 da Anonimo

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