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RICCARDI - SANTORO: UNITI NELL'IMMOBILISMO FERROVIARIO

Osservate con attenzione la foto ( vedi immagine) di questo post, oggi più che mai di attualità. L'allora assessore regionale alle infrastrutture della giunta Tondo, Riccardo Riccardi, fotografato in solitudine nella stazione ferroviaria di MONTE SAN SAVINO (Arezzo), vicino ad un elettrotreno Civity ETR 563 mai partito. Come è noto l'amministrazione regionale ha acquistato otto elettrotreni Civity ETR 563 dalla CAF - Construciones y Auxiliar de Ferrocariles per un importo complessivo di 50 milioni di euro. Da quasi due anni i treni giacciono fermi, inutilizzati (alcuni a Cervignano ma la maggior parte a Trieste) in attesa della certificazione di sicurezza da parte dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria. Lungo la tratta ferroviaria Firenze - Arezzo - Chianciano utilizzata da tale agenzia per la certificazionedei mezzi ferroviari non di proprietà di Trenitalia, sono già stati positivamente certificati altri mezzi di vettori ferroviari il cui acquisto risale ad un periodo molto più attuale rispetto alla consegna fatta dalla società spagnola alla Regione Fvg. Appare evidente che ogni ulteriore ritardo comporta gravi responsabilità civili ed erariali a carico dell'Agenzia e della stessa Amministrazione Regionale. Il comportamento inerte dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria di fatto favorisce la posizione di Trenitalia che si trova ad operare di fatto come monopolista nella rete del trasporto ferroviario passeggeri del Friuli Venezia Giulia. Tale circostanza dovrebbe essere segnalata dalla Regione Fvg all'Autority dei Trasporti ai sensi del combinato disposto dall'art. 37, comma 2, lett.1) del D.L. 6 dicembre 2011 n.201 convertito con modificazioni in L.22 dicembre 2011 n.214 e dell'art. 37 del D.L. 8 luglio 2003 n.188. In lungo periodo di inerzia, senza alcuna iniziativa legale della Regione Fvg a fronte di una ingiustificata situazione di immobilismo, a cui l'amministrazione regionale ci sta abituando, è causa anche di usura e danno alle elettromotrici ferme da anni. Appare evidente, come già detto, che questa inredibile situazione di reciproco star "con le mani in mano" generi gravi responsabilità civili ed erariali a carico anche della stessa amministrazione regionale fvg più attenta ai piani regolatori che al trasporto ferroviario.