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MAI DIRE MAIO OPPURE "MAIOBELLO" SI ROMPE

"Mai dire Maio" : è questa la parola d'ordine che gira fra quanti ambiscono ad entrare nel triangolo magico di Debora Serracchiani. Appare ormai evidente anche al più distratto degli osservatori che fra la governatrice ed il resto del Partito Democratico ci sia una distanza incolmabile. Ormai Franco Iacop, Sergio Bolzonello, Cristiano Shaurli, Renzo Travanut, Antonella Grim non contano assolutamente nulla. Non si alza foglia che Debora non voglia. All'inizio un grande senso di frustrazione colpiva i componenti della giunta regionale e del consiglio, poi la rassegnazione. Oggi solo l'augurio che la governatrice traslochi a Roma il più presto possibile. I gesti di arroganza a cui ormai ha abituato l'intero mondo politico non si contano più. E così, stanca di dialogare anche con se stessa, Debora Serracchiani ha inventao il "maiobello". Il suo ruolo è quello del capogabinetto, ma assieme a Gabriele Renzulli e Salvatore Guarneri sta predisponendo il comitato dei tre saggi che individureà fra gli oltre 180 curriculum presentati i futuri direttori generali delle Aziende Sanitarie. Ma basta togliergli il camice da medico e mettergli il caschetto da ingegnere e, subito, "maiobello" diventa l'infaticabile referente della Regione per l'Expo 2015. Giorni fa, Debora ha voluto vedere come stesse su "maiobello" la fascia tricolore; così fra una riforma sanitaria e i gravosi compiti da capogabinetto, fra l'organizzazione di Expo 2015 e la sua attenzione al mondo interinale, "maiobello" ha scalzato Maria Grazia Santoro e si appresta a diventare il successore di Furio Honsell. L'importante è solo una cosa: "Mai dire Maio" oppure "maiobello" si rompe e il triangolo magico si arrabbia.