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PRESTO LA RELAZIONE GIURATA DEL DOTT. FABIO ZULIANI

RIFLESSIONI DELL'ARCH. DEL FABBRO SULL'ASSESSORE SANTORO

Riceviamo e pubblichiamo, fedelmente una lettera (apri allegato Pdf e leggi) dell'arch. Giorgio Del Fabbro, conteneti alcune interessanti riflessioni sulle possibili incompatibilità professionali. La lettera è partcolarmente attuale alla luce di quanto asserito dal sindaco di tavagnacco, arch. Maiarelli a difesa della sua collega ed assessore regionale alla pianificazione territoriale Mariagrazia Santoro (entrambi esponenti del Pd locale).

"Il comunicato del sindaco di Tavagnacco pubblicato il 12 settembre sul MV, ma anche altri interventi al riguardo, portano a fare alcune riflessioni in merito all'argomento delle incompatibilità presunte, oggettive o meno, relativamente ai professionisti che progettano PRGC e ricoprono ruoli da decisore pubblico a livello regionale ed anche comunale. Non entro nel merito della coincidenza delle date (PRGC di Tavagnacco prima o durante l'incarico di assessore all'urbanistica di Udine dell'arch. Santoro) , in quanto i temi sono anche e soprattutto altri:

- la ricerca di incarichi durante lo stesso periodo di impegno pubblico, ovvero il proporsi e partecipare alle gare indette dagli enti pubblici;

- l'opportunità di assumere incarichi (alcuni in particolare, non tutti) durante il periodo dell'assessorato;

- l'oggettività/necessità di svolgere due attività spesso intersecate e subordinate l'una all'altra, e non decidere di sceglierne una sola per un periodo o per sempre;

- la serenità di poter credere e pensare che i funzionari decisori siano coinvolti e decidano senza nemmeno un pizzico di scrupolo o imbarazzo.

Tempi e coincidenza temporali non sono un dettaglio trascurabile. Tantomeno l'aspetto politico, relativamente ai ruoli ricoperti, così come la sensibilità verso l'opinione pubblica che i nostri "decisori" pubblici devono avere non sono dettagli trascurabili, bensì importanti tanto quanto il dato oggettivo, ovvero l'incompatibilità: redigere un PRGC, istruito negli uffici regionali e poi approvato dalla giunta regionale. In questo caso il problema non si supera certo con l'assenza in giunta dell'assessore progettista almomento della delibera di approvazione.

I tempi e le coincidenze sono importanti perchè, nel caso specifico:

- se l'incarico professionale viene preso e concluso prima di assumere l'incarico pubblico, i tempi e le attività non si intersecano e tantomeno si subordinano;

- se l'incarico professionale viene preso prima dell'incarico pubblico e concluso in tempi ed impegni coincidenti, oggettiva è l'intersecazione poichè il PRGC redatto prima e prolungatosi durante la coincidenza di impegni, viene approvato dall'assessore/ progettista: il progettista segue le varie fasi compresa quella finale in cui il dibattito procedurale si svolge specificatamente tra istruttori regionali e progettista; quest'ultimo è impegnato a pronunciarsi sui rilievi della Regione; poi dovrà approvarsi il PRGC;

- se l'incarico professionale viene preso durante l'attività di assessore è evidente che è incompatibile: il progetto del PRGC nasce e matura quando l'assessore è già nel suo ruolo ed i suoi uffici istruiscono quel PRGC che alla fine l'assessore approverà; 

- partecipare alle gare indette per progettare un PRGC è incompatibile ed apre la strada ad ulteriori disappunti e spazi interpretativi, direi spiacevoli perchè pongono in una situazione di disagio l'ente banditore. In questo caso va elevata una piccola censura anche a quegli amministratori locali che, in qualsiasi schieramento politico si collochino, ritengono l'affidamento all'architetto/assessore un più agevole percorso di approvazione del loro PRGC. Un tanto, nelle menti umane viene assunto, seppur in buona fede. Ma in questo specifico caso è chiaro che la scelta di purezza deve farla l'architetto/assessore , ovvero deve prevalere evidentemente e ovviamente il rifiuto. 

Credo si possa sostenere in tutta onestà che sarebbe auspicabile:

- sciogliere ogni contratto in itinere;

- rinunciare ad operare in quel settore di professione per un periodo;

- uscire da ogni società e/o STUDIO ASSOCIATO con unica partita IVA;

- lasciare i soci ad operare serenamente, potendo ricevere, liberi da vincoli, gli stessi incarichi;

- scegliere di operare su altri temi e in altri contesti esterni (per sempio fuori Regione).

Un tanto consentirà all'assessore di partecipare alle riunioni esprimendo tutto il suo ricco contributo, poichè conosce la materia ed il contesto ove si è cimentata, senza subordinare e condizionare scelte e indirizzi altrui, sia politici che tecnici.

Dopotutto, ci sono precedenti noti - per esempio in città di Udine - in cui assessori in carica e nello stesso tempo professionisti incaricati di redigere progetti pubblici in itinere hanno rinunciato immediatamente all'incarico.

L'architetto Santoro, oltre che un professionista serio, è una persona di livello con una certa sensibilità, ed è strano che Le siano sfuggiti questi particolari forse per Lei non rilevanti ma importanti.

Cordialità

arch. Giorgio Del Fabbro "