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ALTRO CHE FARNESINA, DEBORA FINIRA' A CAPRERA

Una rapida ascesa frutto di bravura, colpi di fortuna ed errori degli avversari ha proiettato Debora Serracchiani in pochi anni da sconosciuta consigliera provinciale a governatrice della Regione Fvg e numero due del Pd nazionale. Poi, la rottamatrice franceschiniana si è vista superare e battere dal più giovane Matteo Renzi. Il suo calo di popolarità e carisma è stato rapido quanto la sua ascesa al potere. I primi problemi sono cominciati con il "tradimento politico" che è costata la poltrona di sottosegretario al giovane deputato udinese Paolo Coppola. Sarebbe bastato un suo cenno per dare anche al friuli una piccola poltrona di sottogoverno, ma lei non ha voluto ombre attorno, decidendo così di "far trombare" l'ex assessore udinese. Stessa sorte riservata all'amico Paolo pochi mesi dopo per la poltrona di segretario regionale del Pd; anche in questo caso Debora piuttosto che dare il partito regionale in mano ad un parlamentare ha preferito affidarsi alla triestina Antonella Grim, fino a quel momento conosciuta solo nella sua città. Rimane la senatrice Isabella De Monte a presidiare Montecitorio, anche lei renziana quindi pericolosa; pochi mesi e la brava Debora manda la De Monte assieme alla Moretti  in esilio in Europa, lontane dal suo nord est. Ma ciò che segna maggiormente il suo declino è l'essere considerata all'interno del panorama politico poco affidabile. Prima promette e poi abbandona. E' quanto succede con l'ex presidente di Fvg Strade Giorgio Santuz, con Ferruccio Saro, con Renzo Travanut, con Maurizio Ionico e con Giovanni Da Pozzo. Il suo atteggiamento autoritario e rude la rende poco simpatica a buona parte del suo stesso partito, stanco di pubblici cazziatoni ed umiliazioni. Debolissimo il suo staff personale, al punto da far rimpiangere Giorgio Carbonara e Michela Gasparutti, ma soprattutto il navigato Daniele Bertuzzi. Bertuzzi oggi è relegato nella segreteria generale, mentre al suo posto la direzione generale la segue l'ex segreatrio comunale di Aviano, Roberto Finardi, le relazioni internazionali il mitico Carlo Fortuna e l'ufficio di gabinetto il povero Agostino Maio, prematuramente finito agli onori delle cronache per l'assunzione del vice sindaco di San Giorgio di Nogaro Davide Bonetto. I colleghi del gabinetto dell'ufficio della presidenza del consiglio, guardano e gufano. Dopo la grana di Torrenti, il doppio esposto del leghista Bortolotti potrebbe accellerare la necessità di un eventuale rimpasto. Nel frattempo la stampa nazionale (Espresso, Panorama, Il Giornale, Il Fatto Quotidiano) comincia a criticare duramente la governatrice del Friuli fino a definirla un vero bluff. Eco perchè, in questi ultimi giorni, la stessa stampa filo Repubblica, inventa l'ipotesi Farnesina per la Serracchiani. Un modo per provare a ridarle forza e credibilità in un momento per lei difficilissimo. Ma anche questa volta il bluff di Debora dura poco, smascherato dall'ironia dei vertici regionali del suo stesso partito che la vedono  pronta, al massimo, per guidare la diplomazia dell'Isola di Caprera. Intanto, mentre la governatrice Serracchiani partecipa in giro per l'Italia alle varie Feste dell'Unità, sono l'ex parlamentare socialista Gabriele Renzulli ed il segretario regionale della Cgil, Franco Belci, a guidare l'agenda delle riforme.