il Perbenista
si è rifatto
il look
Notizie flash
PARENTOPOLI IN MARILENGHE AL TEATRI STABIL FURLAN

LA LEOCOSTA AZZURRA PARTE IN FRIULI

Dopo la celebre Leopolda organizzata dall'allora sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ci furono vari tentativi di imitazione sia nel centrosinistra che nel centrodestra. In Friuli Venezia Giulia i primi ad intuire la forza comunicativa del messaggio della Leopolda furono tre consiglieri regionali del Pdl, poi tutti confluiti, dopo la scissione, in Forza Italia: Massimo Blasoni, Paolo Santin e Roberto Novelli. I tre idealisti affittarono un cinema (speriamo non con i soldi del gruppo regionale) ed organizzarono la "Leopolda del centrodestra": palloncini, musica e filmati contro i privilegi della casta di cui anche loro pentitamente ne facevano parte. I più attaccati furono Ferruccio Saro, Daniele Galasso e Isidoro Gottardo. Oggi Massimo Blasoni è diventato vice segretario vicario regionale di Forza Italia, Paolo Santin consigliere del Corecom Fvg e Roberto Novelli siede ancora in consiglio regionale. I tentacoli della Corte dei Conti, nell'indagine sulle spese del 2011, come quelli di una medusa velenosa sfiorarono Blasoni e Santin tanto che i due non vennero neppure ricandidati oltre che dover rimborsare e giustificare alcune fastidiose spese. A rovinare le vacanze estive di molti consiglieri ed ex consiglieri regionali, quasi tutti piazzati in posti comunque ben remunerati, c'è l'imminente arrivo del resoconto della seconda indagine della Corte dei Conti, inerente agli anni 2010 e 2012. Dando per scontato in alcuni casi la buona fede della leggerezza adottata con i fondi dei gruppi regionali, viene dato per probabile che chi commisse "errori nei rimborsi" del 2011, difficilmente non li abbia commessi anche nel 2010 e nel 2012; con la differenza che trattandosi di due anni, presi in analisi, si potrebbero trovare il doppio delle pentole, dei pettini, dei pneumatici, dei centri relax e degli altri acquisti incauti del 2011. Ecco allora la Leopolda trasformarsi in una Leocosta con il rischio di trovare nuovamente sotto i riflettori i vari protagonisti. Ma con loro anche tanti altri colleghi. In questo caso, se nuovamente coinvolti in imbarazzanti ed ingiustificate spese Massimo Blasoni si dimetterà da vice coordinatore regionale vicario di Forza Italia? Paolo Santin lascerà la poltrona del Corecom a qualche illibato? E con Santin, farà un passo indietro anche Alessandro Tesini? Il presidente del Consiglio regionale Franco Iacop lascerà l'incarico di vertice? Claudio Violino sarà sottoposto alla stessa procedura di espulsione a cui è stata sottoposta Mara Piccin (che tuttavia è ancora capogruppo della Lega Nord); Daniele Gerolin anticiperà il passaggio nel gruppo misto? Il capo segreteria del gruppo di Forza Italia, Piero Tononi, continuerà a lavorare a Palazzo Oberdan? e se dovesse finire sotto inchiesta qualcuno dei presidenti di commissione si dimetterebbe? Con la sospensione di Torrenti, Debora Serracchiani ha aperto ormai una pericolosa ma seria questione morale che non può trovare distinzioni fra destra e sinistra, simpatici ed antipatici.