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LA LEGA NORD BOCCIA ZANIN E DIMOSTRA DI AVERE LE PALLE

Se Forza Italia, in Friuli Venezia Giulia, desidera tornare un partito credibile in grado di raccogliere consenso come un tempo, inizi a concetrarsi nella ricerca di un vero leader e vada dalla Lega Nord di Matteo Salvini a prendere lezioni sul modo di comunicare. I Padani del Friuli, che certo ingenui non sono, parlano di "condivisione", di "scelte comuni", di "rinnovamento" e "risparmio"; i forzisti evitano dichiarazioni pubbliche e cercano poltrone a titolo personale. Ecco allora che qualcuno ha già deciso che da grande farà il deputato, qualcun altro il governatore e qualcun altro ancora tornerà a fare il presidente di Exe spa, anzi, l'amministratore unico. Ma se in Forza Italia, danno già per scontato che Riccardo Riccardi delegherà il capogruppo in consiglio provinciale Renato Carlantoni ad andare da Piero Fontanini per imporre il nome di Pier Mauro Zanin come successore di Franco Soldati, i leghisti frenano tutto. Il capogruppo dei Padani in Provincia dimostra di avere gli attribuiti e non teme di dichiararsi nettamente contrario all'ipotesi Zanin; "il prossimo amministratore di Exe - afferma Mauro Bordin - dovrà essere un vero tecnico, non un politico di vecchia data e possibilmente dovrà essere scelto fra i dirigenti già in carico a Palazzo Belgrado. Comunque la scelta del nome che farà Fontanini dovrà essere condivisa sia dal gruppo che dalla segreteria provinciale della Lega Nord". Sulla stessa linea il segretario provinciale dei Padani Daniele Moschioni che anticipa che prima della nomina del nuovo amministratore di Exe ci sarà il congresso nazionale della Lega Nord dove si discuterà apertamente di molti argomenti. Anche per Moschioni, sebbene ammetta di non conoscere bene Pier Mauro Zanin, è opportuno individuare un tecnico per amministrare Exe spa e non un politico. "In ogni caso - conclude Moschioni - nella nuova Lega Nord di Salvini, ogni nomina ed ogni percorso deve trovare ampia condivisione nei vari livelli del partito".