il Perbenista
si è rifatto
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PRESTO LA RELAZIONE GIURATA DEL DOTT. FABIO ZULIANI

W LA RAI: MARZINI E LA SGRADEVOLE DOMANDA A CAPPELLO

Abbiamo raccontato dei costi folli dell'Agenzia Stampa della Regione Fvg. Non abbiamo detto che tali costi avrebbero potuto lievitare ulteriormente se l'estate scorsa fosse andato in porto un progetto al quale la Governatrice Debora Serracchiani teneva talmente tanto da recarsi personalmente a Roma, accompagnata da Ettore Rosato, nei luccicanti uffici Rai di Viale Mazzini. La speranza era di ottenere la nomina di Cristiano Degano, ex potente capogruppo in consiglio regionale della Margherita, a caporedattore della sede regionale della Rai al posto del prepensionato d'oro Giovanni Marzini, che avrebbe ottenuto contestualmente la nomina a responsabile di tutto il servizio stampa della Regione Fvg. Alla fine non se ne fece nulla; la poltrona più ambita in Rai a Trieste fu assegnata a Rino Giusa. Così Marzini si è dovuto accontentare degli oltre tremila euro mensili della Presidenza Corecom, comitato regionale di controllo dei servizi radiotelevisivi. Da sommare agli emolumenti principeschi, ben superiori a quelli dei politici, elargiti dalla Rai come buonuscita. Lasciata la Tv pubblica, Marzini continua a farsi notare. E' di pochi giorni fa il siparietto organizzato con Marinella Chirico (vedi foto) all'antepremio Luchetta, con la mezzo busto che si doleva per la grave perdita subita dalla Rai con l'uscita di Marzini. Se era uno scherzo non lo ha capito nessuno, tanto più che la stessa Chirico suole di questi tempi accompagnare nelle uscite pubbliche l'alter ego di Marzini, Cristiano Degano, diventato responsabile della programmazione regionale Rai. Ma la "perla" di Marzini è stata incastonata in un altro premio, quello intitolato a Tiziano Terzani. Non adusi ai modi poco cavallereschi del "nostro", gli hanno affidato la Serata di Gala. E Marzini, si è cimentato nel suo pezzo forte, una conduzione giudicata dal pubblico del Teatro Nuovo tra lo sgradevole e l'imbarazzante. Coronata dalla scioccante domanda rivolta a Cappello al momento della consegna del trofeo letterario: "Cappello, lei pensa che sarebbe diventato comunque un poeta senza quella sedia a rotelle?". In sala è sceso il gelo, Cappello gli ha ribattuto di getto: "Se tutti gli invalidi diventassero poeti avremmo un'inflazione di liriche". Il teatro tutto gli ha tributato un applauso liberatorio, insistito, scrosciante a tal punto da manifestare il disdegno di migliaia di persone per l'ennesima battuta infelice. Marzini stavolta, però, la ha capita ed ha lasciato il palcoscenico con qualche minuto di anticipo, per non dovere salutare nè incontrare nessuno. Quando si sente odor di cotogna...