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    W LA RAI: MARZINI E LA SGRADEVOLE DOMANDA A CAPPELLO

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    Abbiamo raccontato dei costi folli dell'Agenzia Stampa della Regione Fvg. Non abbiamo detto che tali costi avrebbero potuto lievitare ulteriormente se l'estate scorsa fosse andato in porto un progetto al quale la Governatrice Debora Serracchiani teneva talmente tanto da recarsi personalmente a Roma, accompagnata da Ettore Rosato, nei luccicanti uffici Rai di Viale Mazzini. La speranza era di ottenere la nomina di Cristiano Degano, ex potente capogruppo in consiglio regionale della Margherita, a caporedattore della sede regionale della Rai al posto del prepensionato d'oro Giovanni Marzini, che avrebbe ottenuto contestualmente la nomina a responsabile di tutto il servizio stampa della Regione Fvg. Alla fine non se ne fece nulla; la poltrona più ambita in Rai a Trieste fu assegnata a Rino Giusa. Così Marzini si è dovuto accontentare degli oltre tremila euro mensili della Presidenza Corecom, comitato regionale di controllo dei servizi radiotelevisivi. Da sommare agli emolumenti principeschi, ben superiori a quelli dei politici, elargiti dalla Rai come buonuscita. Lasciata la Tv pubblica, Marzini continua a farsi notare. E' di pochi giorni fa il siparietto organizzato con Marinella Chirico (vedi foto) all'antepremio Luchetta, con la mezzo busto che si doleva per la grave perdita subita dalla Rai con l'uscita di Marzini. Se era uno scherzo non lo ha capito nessuno, tanto più che la stessa Chirico suole di questi tempi accompagnare nelle uscite pubbliche l'alter ego di Marzini, Cristiano Degano, diventato responsabile della programmazione regionale Rai. Ma la "perla" di Marzini è stata incastonata in un altro premio, quello intitolato a Tiziano Terzani. Non adusi ai modi poco cavallereschi del "nostro", gli hanno affidato la Serata di Gala. E Marzini, si è cimentato nel suo pezzo forte, una conduzione giudicata dal pubblico del Teatro Nuovo tra lo sgradevole e l'imbarazzante. Coronata dalla scioccante domanda rivolta a Cappello al momento della consegna del trofeo letterario: "Cappello, lei pensa che sarebbe diventato comunque un poeta senza quella sedia a rotelle?". In sala è sceso il gelo, Cappello gli ha ribattuto di getto: "Se tutti gli invalidi diventassero poeti avremmo un'inflazione di liriche". Il teatro tutto gli ha tributato un applauso liberatorio, insistito, scrosciante a tal punto da manifestare il disdegno di migliaia di persone per l'ennesima battuta infelice. Marzini stavolta, però, la ha capita ed ha lasciato il palcoscenico con qualche minuto di anticipo, per non dovere salutare nè incontrare nessuno. Quando si sente odor di cotogna...

  • Commenti

  • sono tutte diffamazioni queste e purtroppo c'è chi ci cade con tutte le scarpe. Commento inviato il 17-12-2015 alle 16:09 da b24
  • Ma la RAI "Triestina" quanto incassa di contributi pubblici (i nostri soldi) dalla Regione? E per quanti minuti giornalieri di trasmissione? E quanto ci costano al minuto? E poi mi vengono a parlare di "spending review". Io li manderei tutti sul Faak am see! In Carinzia se non lo sapete. Se poi, come succede ai "pazienti" (nel vero senso della parola) dell'ospedale di Tolmezzo, al posto del notiziario regionale viene "somministrato" giornalmente il TG Regionale della Campania al posto di quello nostro, siamo proprio un popolo di ... (Lascio a voi trovare la miglior definizione). Se non altro Mediaset, Telefriuli, Telequattro e tante altre emittenti non ci obbligano oltre a pagare un canone, a dargli anche dei contributi. Mi auguro che tra non molto finisca la pacchia anche per quelli della RAI. Se la RAI criptasse il segnale e lasciasse a tutti i cittadini la libertà (QUELLA VERA) di deciderese se comprare o meno la scheda per vedere i programmi RAI come si fa con le private, vedremmo moltissimi "valenti" operatori dell'informazione andarsene a casa. Evidentemente non vogliono correre questo rischio. Lo spacciano per servizio pubblico, ma scusate. Se io non vado a Roma, la metropolitana romana non la uso. La Metro è un servizio pubblico. Perchè dovrei pagare per un servizio che non usufruisco o per meglio dire non voglio che mi sia imposto? In una qualsiasi Repubblica centro africana vi è certamente non solo più democrazia che in Italia ma anche LIBERTA' di pensiero. Commento inviato il 29-07-2014 alle 15:46 da GG
  • Chiudere teletrieste no? Commento inviato il 27-07-2014 alle 18:49 da Vittorio Scialpi
  • Fare il giornalista è pur sempre meglio che lavorare (papà Barzini) Commento inviato il 26-07-2014 alle 19:27 da Anonimo
  • Marzini chi? Porello... e' una vita che cerca visibilita'... L'unica cosa che gli riesce e' parlare male dei tg mediaset! Mentre il marcio in casa sua nn e' mai riuscito a vederlo... Il classico dipendente pubblico italiano! Che in un paese serio conterebbe come Fantozzi !! Le sedi regionali RAI hanno una media di 100 dipendenti/giornalisti cadauna! Per produrre quello che i privati fanno con 1/10 del personale e senza il boiardo balzello del canone... Ma la sx e' com la dx... Qualcuno mi deve dimostrare se il giornalista figlio del Sindaco di Gorizia e' stato assunto perche' piu' bravo di altri sulla piazza... Purtroppo la PA marcia italiana fa posto ai parenti e amici... BELLO SCHIFO ! Infatti i risultati si vedono, la PA ci trascinera' a fondo... Unica soluzione: tagliare TUTTI gli stipendi pubblici del 30% e utilizzare le risorse per tagliare le tasse dei salari privati. RIPRENDIAMOCI QUESTO STATO - NOI PRIVATI - CHE ABBIAMO MANTENUTO TUTTO IL CARROZZONE! IL PADRONE DEL VAPORE E' IL POPOLO CHE PAGA TASSE VERE CHE PROVENGONO DA REDDITO PRIVATO, RICORDIAMOLO SEMPRE! INVECE IN QUESTO PAESE CONTANO LORO... I BOIARDI PUBBLICI! QUELLI CHE SONO MANTENUTI DAI PRIVATI! INCREDIBILE MA VERO! SVEGLIATEVI! Commento inviato il 26-07-2014 alle 17:48 da al di codroipo
  • Per far soldi senza far niente sembra ci sia un'alternativa alla politica. Il giornalismo Commento inviato il 26-07-2014 alle 16:56 da Mes di lui
  • L 'unica degna del posto e' EVA CJUK, bellezza,competenza,classe Commento inviato il 26-07-2014 alle 11:38 da Anonimo

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