il Perbenista
si è rifatto
il look
Notizie flash
VIDEOTELEBLOG - IL NUOVO CANALE YOUTUBE DEDICATO ALLE INCHIESTE

I COSTI FOLLI DELL'AGENZIA DI STAMPA DELLA REGIONE FVG

In principio c'era Guido Baggi direttore dell'Arc e direttore ufficio stampa; poi dopo andò in pensione. Venne così nominato Roberto Micalli direttore Arc e Edoardo Boschin (vedi delibera allegata in Pdf), che giornalista non è, direttore ufficio stampa. Et voià, raddoppiata la spesa, forse triplicata. Roberto Micalli, caporedattore, con qualifica da dirigente regionale, percepisce 120mila euro annui; Edoardo Boschin, dirigente, direttore ufficio stampa, 91mila euro; Pierpaolo Dobrilla, caporedattore, con qualifica da dirigente, 108mila euro. E poi, via via, tutti gli altri componento dell'ufficio stampa e delle due agenzie in capo alla regione: quella che segue la giunta e quella che segue il consiglio regionale. Agenzie giornalistiche anomale, giacchè la stampa che dovrebbe essere totalmente libera è invece in questo caso, come vedremo, vincolata alla parzialità della politica e dei partiti di maggioranza. Regna un certo malumore, proprio per questo fra alcuni giornalisti, di indole più indipendente. Si dice che il portavoce della Serracchiani, Giancarlo Lancellotti , 105mila euro annui, pur di controllare ogni virgola prodotta da una prona agenzia di stampa regionale abbia issato sul pennone un direttore "totalmente collaborativo". E così l'Arc viene a costare alla Regione Fvg oltre due milioni di euro all'anno fra stipendi d'oro, costi elevati per inutili trasferte al seguito di conferenze stampa e convegni autocelebrativi, domeniche strapagate per pubblicare sul web una rassegna stampa, premi per aver prodotto quindici righe al giorno. Sia chiaro che tutto ciò non lo asserisce il Perbenista, ma tre colleghi che lavorano nell'ufficio stampa di mamma Regione Fvg. Ricapitolando, l'Arc, l'agenzia regionale cronache, l'agenzia di stampa della Governatrice Serracchiani, conta su un organico stile Corriere della Sera, con un direttore - caporedattore, un  altro caporedattore, due vice caporedattori, quattro caposervizi e cinque redattori ordinari (uno dei quali pagato da vice capo redattore grazie a servizi speciali resi in passato). Ma entriamo nel vivo dell'attività lavorativa: tre capiservizi ed un redattore si cimentano esclusivamente in riprese televisive (conferenze, convegni, incontri), un redattore è fotografo mandato a girovagare per il Friuli Venezia Giulia a scattare immagini di tavoli e riunioni, e, addirittura, un vicecaporedattore in simbiosi con uno dei telecineoperatori si occupa della produzione di documentari che finiscono in polverosi archivi o in remote memorie espanse del pc. Se pensate un giorno di ammirare uno di questi documentari sulla Rai, su Sky oppure canali Mediaset, scordatevelo, perchè - ci dicono - la qualità è tutt'altra cosa alla faccia dei premi ricevuti. Eppre due stipendi per complessivi 250mila euro annui sono dedicati in esclusiva a questo. Senza contare le altissime spese di tenuta in vita di un vero centro televisivo che non può essere giustificato da esigenze reali se non quelle di riprendere Presidente ed assessori narcisisti, quando nessuno dei media ha interesse alcuno a seguire eventi privi di appeal nei confronti dei cittadini. Non basta; perchè adesso parrebbe che la giunta regionale su suggerimento di Giancarlo Lancellotti stia organizzando l'assunzione di un quattordicesimo giornalista per la sede pordenonese di Agenzia regione cronache. D'altronde se 11 giornalisti sono di stanza a Trieste e 2 a Udine, oltre a Pordenone poi potebbe mancare anche Gorizia. Ma a Trieste in undici cosa ci stanno a fare? Ma cosa fanno questi giornalisti nel dettaglio? Per lo più si dedicano ad una attività di copia - incolla dei comunicati stampa che arrivano già confezionati dagli addetti stampa (altro esercito ma a tempo determinato) dei singoli assessori sparsi nelle varie segreterie.

Per questo un gruppo di giornalisti avrebbe recentemente sottoposto a Giancarlo Lancillotti una proposta volta ad abolire questa costosa agenzia per sostituirla con personale a contratto esterno (magari riunito in cooperativa) che garantirebbe minori costi e una migliore copertura del territorio e coivolgimento di tanti più giornalisti in cerca di occupazione. Tradotto in cifre il risparmio di spesa a fronte di una qualità superiore si attesterebbe a 4/5 milioni di euro nell'arco di una legislatura. Sempre dai corridoi dei Palzzi pare che il portavoce della Governatrice non si sia dimostrato interessato ad una struttura poi difficilmente controllabile.

Nella prossima puntata ci dedicheremo ad un altro spreco certificato: quello dell'Agenzia di Stampa del Consiglio Regionale che riesce ad essere ancora più inutile ed inoperoso di quella del Presidente.