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MONESTIER: TONDO FUORI DALLA STANZA DEL POTERE DEL CDX

Ricambio la gentilezza del direttore del Messaggero Veneto, Omar Monestier, e ospito quanto da lui scritto in data odierna sul suo blog.

"Ho partecipato ad un dibattito organizzato dal blogger Belviso e dal suo sito Il Perbenista sul tema scivolosissimo del centrodestra senza anima che cerca di mettersi assieme. Ci sono andato con la solita curiosità e la voglia di capire. Non è finita in rissa perchè in fondo eravamo tutte persone educate, ma c'è mancato poco.

Alla fine l'ala destra della coalizione ha risolto la questione del fallimento della giunta Tondo al voto per le regionali imputandola al MV e alla sua campagna contro le spese pazze. Indeciso se ridere, sorridere o ignorare non ho fatto nulla. Cosa avrei dovuto dire? Sono lieto di quel che ho pubblicato, sono grato alla Procura per aver indagato su quella greppia vergognosa, mi sento accusare da tutti, Pd compreso, e dunque vuol dire che ho fatto un buon lavoro. Per me destra e sinistra uguali sono di fronte alla legge. Ma questo è un discorso che ci porta fuori dal seminato.

Che cosa ho capito (ma potrei essermi sbaliato):

A) Che la battaglia contro la Savino ed i suoi vice è inutile, dannosa e serve solo a perdere tempo. La Savino è unta da Silvio e il partito è suo, personale, di proprietà. Chi tocca la Savino muore. Non sarà democratico ma in Forza Italia funziona così dacchè il partito è nato. Un consiglio ai giovani dissidenti: accettare la Savino e aspettare che Berlusconi esca di scena. Fino ad allora non cambierà nulla. Congressi e primarie neanche a parlarne.

B) Che il centrodestra è dilaniato, spappolato, disintegrato. Colautti ha detto che lui vuole governare e non fare l'opposizione, benedice la scelta di Alfano di stare al Governo. De Anna ribadisce che la leadership della Savino non è in discussione e devo ammettere, De Anna ha fatto una bella figura. Serio, sobrio e con un pizzico di visione. Mai come Romoli ma insomma...

C) Se si vuole tornare a fare politica in Friuli Venezia Giulia, bisogna ripartire dall'opposizione in consiglio regionale, serrati intorno a una linea condivisa.

D) Renzo Tondo non è più il leader della coalizione, per quanto voglia fare da collante. Savino, Blasoni e Riccardi non lo riconoscono come tale e questo è già un bel problema. In più ieri il mio amico Renzo si è alzato e se ne è andato quando Saro è intervenuto ed ha fatto un ragionamento. Certamente Tondo voleva lanciare un segnale pubblico: io Saro in mezzo ai piedi non ce lo voglio. Mmm e dove volete che vada il centrodestra se ragiona in queto modo? Tondo avrebbe dovuto ascoltarlo e poi cazziarlo duramente. Ha sbottato, invece, che è stato Saro a fargli perdere le elezioni. Io non so se è vero. Ma quella di ieri era l'occasione per dirglielo in faccia e scatenare la rissa. Non solo ci saremmo divertiti tutti molto di più ma forse avremmo cominciato a costruire il futuro del centrodestra. Uscendo da quella stanza, temo, Renzo Tondo è uscito anche dalla stanza del potere del centrodestra.

A margine, invece, noto che la Lega Nord sta rimettendo in piedi il partito dopo gli scandali. La Zilli che era presente ed ha parlato, mi è sembrata sul pezzo. "