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DA DOVE RIPARTE IL CENTRODESTRA IN FRIULI V. G.

Il più grande errore che possa fare il centrodestra sarebbe quello di confondere i dirigenti dei partiti politici con i leader. Non basta essere deputato, consigliere regionale o sindaco per essere un leader. Ne sono la prova figure oggettivamente poco carismatiche presenti nel panorama regionale del Friuli Venezia Giulia. Come è stato possibile che nel Pd il sindaco di Pontebba in pochi mesi sia diventato prima un parlamentare e poi un votatissimo europarlamentare papabile successore alla guida della Regione Fvg, mentre nel centrodestra da dieci anni la fotografia della classe dirigente è immutata? Nel Partito Democratico, ogni candidatura passa dalle primarie, ogni dirigente di partito da un regolare congresso. Nel centrodestra sembra non esista democrazia, solo nominati. Forse è per questo che i sindaci di Forza Italia hanno capito di avere una marcia in più, loro che sono stati votati dalla gente, rispetto ai tanti parrucconi nominati dall'alto. Ma perchè votare centrodestra? Dopo l'inattesa svolta di Berlusconi che diventa paladino dei diritti gay, esiste ancora una differenza fra destra e sinistra? E' normale che la risposta alla nascita di Matteo Renzi, sia la resurrezione di Gianfranco Fini? Eppure ciò che non capisce il centrodestra è che l'Italia da sempre è un Paese moderato, anticomunista. Da dove ripartire, quindi, per fare rinascire un vero centrodestra? Ne parleremo giovedì 3 luglio alle ore 18 all'hotel Ambassador di Udine, alla presenza di alcuni illustri esponenti dei vari partiti della coalizione del centrodestra regionale. Ingresso aperto al pubblico.

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