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VERONA: "E' STATO PACINI A NON VOLERE TOMMASO CERNO"

Sono circa le 13 quando raggiungiamo telefonicamente il presidente dell'associazione Vicino/Lontano, Alessandro Verona. E' appena entrato in automobile tanto che si sente un fastidioso fischio di sottofondo che lo invita ad inserire la cintura di sicurezza. Cortese, pacato e disponibile a fornirci tutti i chiarimenti sollevati dall'esclusiva di ieri sul "caso Cerno", l'architetto Verona precisa subito che nessun ospite della manifestazione percepisce oltre 300 euro di gettone e che nessuno pernotta più di due notti. Ottimo segnale di parsimonia, ma a questo punto risulta ancora più complicato capire come facciano a spendere 200mila euro di contributi. Anche questo per Verona è un "non problema" dato che, come sollecitato ieri dal Perbenista, il prossimo anno il sito di Vicino/Lontano sarà dotato di una nuova pagina dedicata alla voce "trasparenza", dove sarà possibile verificare entrate ed uscite. Al momento, tuttavia, l'associazione ha reclutato fra le proprie fila il blogger, così ama farsi chiamare, Fabio Chiusi che alla trasparenza pratica preferisce molto più quella teorica, con convegni e dibattiti a spese dei contribuenti. Su una cosa, il presidente Alessandro Verona è chiaro e laconico: "Non sono stato io il responsabile dell'esclusione dal palinsesto di questa edizione di Tommaso Cerno; del programma e degli ospiti se ne occupa, come si può leggere dal nostro sito, il direttore del progetto Marco Pacini". Verona ci tiene a precisare che comprende il risentimento di Cerno e che mai gli avrebbe proposto una comparsata gratuita, senza regolare rimborso, come invece ha voluto fare qualcun altro dell'associazione. Verona, ci racconta anche di aver telefonato ieri stesso al giornalista dell'Espresso per chiarire il disguido ma non c'è stata la volontà di ascoltarlo. In questi anni, ha poi concluso il presidente di Vicino/Lontano, l'associazione ha sempre lavorato con la convinzione che sia essenziale iniettare ogni anno nuove energie e nuove forze, facilitando cambi di presidenza e nel direttivo. Dopo cinque anni, tutto lascia intendere che anche Verona cederà, come fece il suo predecessore Paolo Cerruti, il testimone e lo stesso dovranno fare altri che non sono i padroni dell'associazione.