il Perbenista
si è rifatto
il look
Notizie flash
VIDEOTELEBLOG - IL NUOVO CANALE YOUTUBE DEDICATO ALLE INCHIESTE

FVG STRADE:IL VIAGGIO DI DI DONE' FRA POLLI E PAVIOTTI

"C'è chi abbandona la strada vecchia per la nuova...", esordiva in questo modo la pubblicità di Fvg Strade all'inaugurazione della nuova sede di Trieste. In quei tempi tutto era molto più sereno. L'assessore regionale alle infrastrutture Riccardo Riccardi, fresco di nomina nella giunta Tondo, suggerì al presidente dell'ente Polli, durante il semestre di prova dell'ing. Di Donè, di nominare il geometra Oriano Turello direttore generale per un paio di anni. Va ricordato, infatti, che l'ing. Di Donè, venne assunto in Fvg strade durante la presidenza Polli, con l'impegno di essere nominato direttore generale dopo un periodo di prova di sei mesi. Ma la nomina di Turello, scombinò i termini del contratto. Poi, al posto di Polli, arrivò alla presidenza di Fvg Strade l'on. Giorgio Santuz e il contratto di Turello venne rinovato fino al 28 febbraio 2014. Nel frattempo i dirigenti erano quattro: Castellotti area amministrativa, Di Donè alle costruzioni, De Lovo all'esercizio e Zucchi all'area legale. Il 17 gennaio 2014 con l'avvento della regina delle strade, Magda, viene nominato presidente di Fvg Strade, l'avv. Roberto Paviotti. All'inizio Paviotti annuncia che non verrà più nominato un direttore generale, figura inutile su cui è possible attuare un risparmio; così pare che chiami Di Donè e gli dica di rassegnarsi, poichè in Fvg Strade non esisterà più la figura del direttore generale. Immediatemente dopo, lo stesso Paviotti chiama da Autovie l'ing. Luca Vattori a cui affida le costruzioni, sottarendole a Di Donè che viene spostato all'esercizio. Una diminutio che l'ingegnere trentino fatica a comprendere ed accettare. Ma la vera "botta" per Di Donè avviene poche settimane dopo quando il cda di Fvg Strade decide di resusciatre la figura del direttore generale ed invece di affidarla come da contratto firmato da Polli a Di Donè, nomina l'esterno, ing. Augusto Burtulo, già presidente in carica dell'Odv dello stesso ente. Malumori vengono espressi da alcuni dirigenti e specialmente da alcuni sindacalisti che contestano la nomina di un esterno in luogo di uno dei dirigenti già presenti presso Fvg strade ( vedi Di Donè) o all'interno delle altre partecipate. La goccia poi che fa traboccare il vaso della polemica, è la composizione della commissione per l'assunzione del direttore generale: in luogo di una commissione ad hoc i poteri vengono assunti direttamente dal cda di Fvg Strade. In questo modo, si mormora nei corridoi del palazzo, la nomina di fatto è stata completamente gestita dal dirigente regionale Magda Uliana, visto che due consiglieri di amministrazione su tre del cda, sono da regolamento funzionari che dipendono direttamente proprio dalla dottoressa Magda Uliana. A questo punto Di Donè decide di ricorrere ad un legale ed impugnare la nomina diffidando Fvg Strade. Ma cosa sarebbe successo se la governatrice Debora Serracchiani, invece di sostituire Santuz con Paviotti il 17 gennaio 2014, lo avesse lasciato in carica come sarebbe stato naturale, ancora qualche mese, fino alla fine dell'esercizio? Chi sarebbe diventato direttore generale dopo il pensionamento di Oriano Turello?