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    CIPAF: GLI IMPRENDITORI ATTACCANO LA SOLITA CASTA

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    In merito alla vicenda Cipaf, diamo spazio ad una lettera di un gruppo di aziende insediate e deluse.

    Tramite la presente desidero esprimere il mio enorme disappunto per il mancato rinnovo delle cariche sociali del Consorzio Cipaf durante l'assemblea tenutasi il 31 marzo scorso, ma soprattutto per quanto emerso nel corso dell'assemblea medesima. Ancora una volta la maggioranza dei Comuni, le Associazioni di Categoria e le Istituzioni percepiscono un ente a partecipazione pubblica come un "buen ritiro" dove piazzare, alla bisogna, politici in cerca di cariche o personalità individuate secondo meri calcoli di tornaconto e convenienza elettorale. Nessuna delle nuove candidature finora proposte in sede assembleare è stata fatta sulla base di un programma chiaro, in nome di una progettualità presentata ai soci o contraddistinta da comprovate competenze manageriali. Al contrario hanno prevalso nomi estraneai al territorio e calati dall'alto e candidature frutto di logiche di bieca spartizione, di anacronistica turnazione delle poltrone degne della Prima Repubblica o accordi di non belligerenza in vista di prossime scadenze elettorali. Ritengo sia giunta l'ora, alla luce della difficile situazione attuale, che colpisce anche le aziende insediate nel consorzio e dell'insostenibile costo della macchina pubblica di dire con forza basta a aquesti teatrini poco edificanti e di intraprendere senza indugi la strada maestra della meritocrazia e della sobrietà. Il fatto che il Cda uscente, con in testa il Presidente Benvenuti, sia gradito alla maggioranza delle aziende associate (che per inciso sono anche generose contribuenti per le casse erariali) e abbia ben operato, garantendo bilanci sani pur senza intaccare il patrimonio sociale evidentemente poco importa ai soci istituzionali. Come poco importa l'efficace gestione delle grane giudiziarie ereditate per la questione del depuratore e la ritrovata trasparenza nell'amministrazione dell'ordinaria attività consortile. Sarebbe auspicabile nell'assemblea del 9 aprile prossimo assistere ad un cambiamento di prospettiva che conduca finalmente ad una visione manageriale e programmatica delle nomine sociali, in ossequio a principi di competenza e trasparenza, e, perchè no, di prossimità territoriale e continuità nella buona gestione. Altrimenti, dimostrano di avere ottime ragioni a conforto delle loro tesi coloro che vorrebbero la soppressione dei consorzi industriali a favore di un'unica cabina di regia regionale.

    Giulio Fornasiere , a nome di un gruppo di aziende insediate

  • Commenti

  • Perbenista sei grande. La fotografia pubblicata racconta tutta la questione attuale del CIPAF. Si vede la Serracchiani, Fantoni e Piitini. Il nome proposto da confindustria o meglio dalla Giunta Regionale e' Sirch. Un personaggio che non ha alcuna attinenza con il territorio. Eppure a Fantoni e Pittini va bene. Da che mondo e mondo le grandi aziende stanno con chi comanda la regione, gli interessi in gioco sono enormi e vanno oltre ai milioni di euro che arrivano al consorzio industriale da parte della Regione. Il resto sono chiacchiere.... Commento inviato il 04-04-2014 alle 13:02 da Giovanni
  • I Comuni da sempre hanno sostenuto il consorzio per cui è normale e logico che esprimano la loro rappresentanza. Nel consorzio si gestiscono milioni di euro di finanziamenti pubblici per la realizzazione di opere pubbliche e quindi il CIPF non è' l'azienda privata di qualche imprenditore..l la logica di voto sarà quella di qualsiasi ente o società' cioè in base alle quote di rappresentanza. Il resto sono teorie per far pendere le decisioni dove comoda a chi la racconta. Commento inviato il 04-04-2014 alle 12:24 da Gandi

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