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PARENTOPOLI IN MARILENGHE AL TEATRI STABIL FURLAN

SVELATO IL PATTO SEGRETO DI PALAZZO OBERDAN

Questo pomeriggio una telefonata ha deciso di rompere il silenzio su Forza Italia e svelare un retroscena che impone più di qualche riflessione. Quello che da circa un anno si sta consumando fra Renzo Tondo e Sandra Savino, altro non è che un gioco delle parti. Il viaggio romano che l'allora presidente della Regione Renzo Tondo fece con il suo assessore alle finanze Sandra Savino per stoppare la candidatura romana di Massimo Blasoni portò ad un disegno preciso. I fatti: Renzo Tondo dopo aver stoppato la candidatura di Stefanel al Senato tentò invano di fare lo stesso con Bernabò Bocca, offrendo la propria disponibilità come capolista per Palazzo Madama. La commissione non ne volle sapere. A quel punto l'unico posto da tentare di portare a casa era proprio quello che Denis Verdini aveva provvisoriamente affidato a Blasoni: quello di capolista della Camera. Tondo spiegò con tutta l'autorevolezza di cui godeva che Massimo Blasoni non sarebbe stato un candidato stimato ed apprezzato dall'elettorato del Friuli Venezia Giulia e che candidarlo avrebbe significato mettere in discussione la credibilità della giunta regionale che lui stesso presiedeva. Ma se in un collegio regionale come quello del Senato la candidatura di un governatore avrebbe avuto un significato, in un collegio minore come quello della Camera occorreva un altro nome di peso per sostituire il super sponsorizzato Blasoni; un nome che fosse pura espressione della giunta e del suo governatore. Da qui il nome di Sandra Savino che andava a superare anche la posizione del suo maestro Camber. Tondo in cambio qualora silurato alle regionali contro due pericolosi avversari popolari come il Movimento 5 Stelle e Debora Serracchiani avrebbe avuto un salvagente in Europa. Fu per questo che dopo la scissione del Pdl in Forza Italia e Ncd, Isidoro Gottardo sapendo di non essere gradito a Denis Verdini e conscio che il seggio per Bruxelles era già opzionato da Renzo Tondo, decise di passare armi e bagagli con Alfano. Una campagna elettorale credibile per le europee in Forza Italia si aggira intorno ai 100mila euro. Chiunque decida di candidarsi, evidentemente è certo di essere eletto, oppure ha un'ampia disponibilità economica, oppure, ed è il nostro caso, ha preventivamente pattuito a tavolino la sua presenza in lista. Chi sostiene oggi la leadership regionale di Sandra Savino senza aver capito tutto ciò, usando le parole del Cavaliere, rischia non solo di apparire ma anche di essere un'utile idiota.