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MEDIOCREDITO: DUE DILIGENCE FANTASMA DELLA KPMG

Che prima o poi la "bomba Mediocredito" deflagrasse era previsto da tempo. Buchi, perdite, tentativi di nomine di presidenti apparentemente incompatibili, indennità da aumentare, cene riservate. Ma la grana inattesa che potrebbe rivelarsi la più consistente risale a qualche settimana fa e si manifesta come una vera e propria buccia di banana. A fine ottobre l'assessore regionale alle Finanze, Francesco Peroni, intervenendo all'assemblea straordinaria della Banca Mediocredito Friuli Venezia Giulia, convocata per l'aumento di capitale dell'Istituto, ha comunicato ai soci le linee di indirizzo della Giunta regionale nella seduta del 25 ottobre. Prendendo spunto dal quadro di difficoltà in cui versa Mediocredito, così come reso da ultimo evidente dalla relazione semestrale e dalle risultanze della "due diligence" condotta da KPMG di Milano, l'assessore ha tenuto a precisare che il governo regionale considera tuttora Mediocredito un asset cruciale per la crescita dell'economia regionale. Peccato però che, all'interno di Mediocredito, l'ispezione condotta dalla KPMG sia stata vissuta come una sorpresa inattesa e per certi versi "poco" gradita. A chiedere la "due diligence" non sarebbe stata Mediocredito, infatti, ma la Regione Fvg. Ma se realmente è stato così, ci si chiede all'interno dell'Istituto e non solo, per quale ragione apparentemente non si ravviene traccia di delibera regionale? Chi ha dato materialmente l'ordine a KPMG e perchè è stata scelta sempre la stessa società che aveva già operato in Autovie Venete e Fvg Strade? Quanto è costata e a carico di chi verrà attribuita la spesa? Si dice che la stessa domanda se la sia posta anche Banca di Italia. Intanto, qualcuno in Regione, si dimostra preoccupato e teme un possibile interessamento della Corte dei Conti.