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CASO PDL: VERDINI CONCEDE LA TORRE EIFFEL A RICCARDI

Ecco spiegato perchè la concessione, da parte di Denis Verdini, del simbolo del Pdl a Riccardo Ricardi, avvenuta venerdì scorso è da considerarsi farlocca:

I gruppi consiliari sono associazioni non riconosciute dotate di autonomia giuridica ed economica. Il gruppo è un raggruppamento composto da almeno tre consiglieri che si organizzano per gestire un interesse politico comune e partecipare al procedimento legislativo secondo la disciplina del regolamento consiliare aderendo inizialmente di norma ad un gruppo che ha la denominazione e il simbolo presentato dalla lista alle elezioni (in questo caso Pdl).

I consiglieri che non possono costituire un gruppo autonomo perchè sotto le tre unità ( Marini e De Anna) confluiscono nel gruppo misto ed in tal caso possono dichiarare la propria ad una forza politica che anche non abbia partecipato alle elezioni (Forza Italia).

Attesa l'autonomia dei gruppi e dei simboli presentati alle elezioni (rispetto alla vita dei partiti sottostanti che non possono incidere sull'autonomia degli eletti) oggi esiste un gruppo Pdl di sei consiglieri e de consiglieri che rappresentano FI nel gruppo misto, pertanto si ritiene che il nuovo gruppo nascente in Consiglio sia quello di Forza Italia, formato per adesione di tre consiglieri del Pdl e dei due appartenenti al gruppo misto.

E' nel momento delle elezioni che il collegamento tra partiti e (futuri) eletti si formalizza. I candidati nelle liste sono presentati all'elettorato sotto una denominazione ed un contrassegno che corrispondono al movimento politico. Ciò permette all'elettore una percezione immediata dell'orientamento e del programma del candidato e consente al partito di raggruppare agevolmente i propri eletti nell'organo elettivo. Al tempo stesso la candidatura sotto il nome ed il contrassegno del partito abilita di pieno diritto gli eletti - e soltanto loro - ad utililizzare lo stesso nome e lo stesso contrassegno per costituire il proprio gruppo in assemblea.

L'evidente collegamento tra partiti e gruppi, formalizzato nel momento elettorale non comporta tuttavia una assoluta rigidità nella composizione dei gruppi, dal momento che, per vincolo costituzionale, gli eletti nelle assemblee rappresentative godono di piena libertà politica. Da una parte il gruppo sarà pure la proiezione del partito nell'assemblea ma resta il fatto che esso è nel suo insieme politicamente del tutto autonomo.

Come detto sopra, è nel momento della formalizzazione delle candidature che il partito ha legittimato - sul piano politico, ma è da ritenere, anche sul piano del diritto - i futuri eletti a costituirsi in gruppo del partito, utilizzandone nome e contrassegno: e nessun segno esiste in diritto positivo di un potere del partito di porre successivamente nel nulla tale legittimazione; quindi Roma, e in questo caso Denis Verdini, non determina. Quello che si potrà dire, dunque, è che esiste un dissenso politico tra il partito ed il gruppo del partito: un dissenso che potrà condurre nell'ordinamento del partito alle estreme conseguenze, ma non potrà di per sè privare il gruppo dell'identificazione come gruppo di tale partito, quale è divenuto a seguito delle elezioni.