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FORZA ITALIA: 18 SINDACI CONTRO IL TRIO DEL POTERE

La foto che vedete in immagine è la tavola in cui iera sera, al ristorante Al Castello, di Cividale, il sindaco Stefano Balloch ha ospitato una ventina di amministratori delle regione: sindaci, assessori comunali, giovani imprenditori vicini a Forza Italia, di tutte le province. Oggi sarà una giornata delicatisima per il futuro politico e giudiziario del Cavaliere, ma più di qualcuno scommette che questo gli darà la forza per riorganizzare in assetto di guerra la nuova Forza Italia. La parola d'ordine dei commensali di ieri sera era una sola: "Mandare a casa il trio che pretende, dopo aver contribuito alla sconfitta di Renzo Tondo, di avere ancora in mano il nuovo partito". Più di qualcuno afferma di aver ricevuto pressioni da parte del trio e sollecitazioni a prendere le distanza da Balloch, ma ormai tornare indietro non è possibile. Tuttavia la partita deve essere portata aventi con astuzia e prevede che come nelle migliori congiure di Palazzo gli attentatori non mostrino il proprio volto fino alla conclusione dell'operazione. A tavola, ex fedelissimi di Riccardo Riccardi e Massimo Blasoni, simpatizzanti di Roberto Dipiazza, massiccia presenza isontina; anche da Pordenone si respira una certa voglia di cambiamento. Stefano Balloch, è calmo, fiducioso in colui che lo ha scelto e gli ha detto di saper pazientare; sente che la gente sta parte dalla sua parte. Ma sono i commensali, i 18 ribelli a chiedere al sindaco di Cividale di comportarsi la ledaer, di continuare a raccogliere le firme dei vari amministratori a suo sostegno che in caso di vittoria del trio sono pronti ad uscire dal partito. Non mancano infine i segnali degli amici, quelli della prima ora, quelli personali, di Marcello Dell'Utri che non si dicono per nulla intimoriti dei tanti pellegrinaggi del trio alla corte di Denis Verdini: "Verdini è uomo di Dell'Utri, si comporterà correttamente" affermano.