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si è rifatto
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PRESTO LA RELAZIONE GIURATA DEL DOTT. FABIO ZULIANI

QUAGLIARELLO A TRIESTE IMBARCA I PRIMI PROFUGHI

Il tema era "Riforma morale e Riforme", ma attorno all'incontro organizzato ancora in tempi non sospetti dalla Curia di Trieste con il Ministro Gaetano Quagliarello un altro argomento aleggiava nell'aria: quello del riciclo politico, della sopravvivenza che necessita della scialuppa di salvataggio sulla quale salire. E così lunedì scorso più di qualcuno ha visto nel Ministro alfaniano la fune a cui aggrapparsi per saltare sul carro degli innovatori Formigoni e Giovanardi. Le prime apparizioni che ci offre il salone della Camera di Commercio, sede dell'evento, sono quelle di Roberto Antonione e Pierpaolo Ferrante. Il primo, in piena parabola discendente dopo essere stato asfaltato alle ultime elezioni comunali triestine, si gode le pensioni ( consiglio regionale e parlamento) cercando di evitare l'oblio; il secondo, l'ing. Ferrante, che all'oblio potrebbe essere più avvezzo, dopo aver ricevuto qualche nomina dal centrodestra (fra cui l'ente zona industriale) si era gettato un anno fa con la pattuglia di Montezemolo scomparendo poi nell'evanescenza dell'esperienza montiana. Ma l'abboccamento più spettacolare Quagliarello lo subisce all'uscita, quando si materializza un terzetto di collaudata vicinanza: Ferruccio Saro unito alla coppia Franco Bandelli ed Alessia Rosolen, anche loro a rischio oblio dopo il risultato delle ultime regionali. Qualche metro più indietro, sigaretta alla mano e cellulare, Daniele Franz. La domanda a questo punto sorge spontanea: quanti posti ci sono nel Nuovo Centrodestra per imbarcare i naufraghi che galleggano nel mare mosso della politica regionale?Ai primi referenti alfaniani in loco Alessandro Colautti, Paride Cargnelutti, Isidoro Gottardo, Rovis e Grizon l'ardua risposta.