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TEX, IL COLONNELLO BLASONI E IL CAPORALE RICCARDI

Pradamano, ore 20.30, Ristorante Tex; ieri sera l'imprenditore Massimo Blasoni, con una carriera da esperto politico interrotta solo momentaneamente nei livelli istituzionali, ha chiamato a raccolta circa 350 persone o, come ama democristianamente definirli lui, amici. L'occasione è servita per fare il punto sulla situazione nazionale e regionale, qualche frecciatina alla squadra della Serracchiani e quarche mitragliata ai vertici locali del Pdl. C'era tanta gente, tutta storicamente e dichiaratemente di fede azzurra Blasoniana: il segretario provinciale Ferruccio Anzit, il vicario Simone Bressan, gli assessori provinciali Marco Quai e Francesca Musto, Gianni Nistri e l consigliere regionale Roberto Novelli. Poi tanti altri forzisti da sempre e l'ex potente assessore Riccardo Riccardi. Il locale, gli invitati, la convention era tutto di una sola persona: Massimo Blasoni. L'atmosfera, anche se nessuno lo dice esplicitamente, è quella dell'attesa della rinascita ufficiale di Forza Italia 2.0. Riccardi, da ex leader indiscusso di An, vicino a Matteoli, numero due della giunta regionale Tondo, si ritrova a doversi allontanare pian piano da quel manipolo di camice nere che a Codroipo come a Martignacco spesso lo hanno messo in imbarazzo e a cercare posto nelle truppe friulane di Verdini. A testa bassa, così più di qualcuno dei presenti ieri sera lo ha descritto, ha partecipato alla convention Blasoniana, sorridente ma visibilmente conscio del suo ridimensionamento politico.