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AUSSA, CRISI UN "CORNO": E' TUTTO UN BLUFF

La vicenda Aussa Corno sembra destinata a non trovare una soluzione e l'unica sstrada percorribile per risollevare le sorti del Consorzio potrebbe essere il Commissariamento. Eppure i protagonisti di questa vicenda, degna di un copione di Alfred Hitchcock, sono tutte vecchie volpi del mestiere, tanto i pubblici che i privati...sempre che una reale differenza di ruoli vi sia. Tullio Bratta, Giovanni Da Pozzo, Pietro Fontanini, Debora Serracchiani, Sergio Bolzonello, Riccardo Riccardi, Paride Cargnelutti e Marzio Serena, senza dimenticare il "mitico" presidente dei revisori dei conti Enzo Cainero. Forse in tutto ciò qualcuno ci potrebbe vedere anche l'ombra di Paolo Fantoni. Persino i nomi dei papabili commissari, da Maurizio Ionico a Enrico Bertossi o Dario Danese parlano da se. Invece, lo spettacolo a cui i cittadini nauseati dalla casta assistono, continua ad essere un'apparente stallo che potrebbe bloccare l'economia della bassa friulana. Ecco spuntare quindi una seconda opzione da sempre in campo: l'ingresso di Interporto nell'Aussa Corno. Questo progetto permetterebbe alla Regione di poter entrare con capitale proprio per risanare o quanto meno di Friulia. Ma l'idea appartiene a Debora Serracchiani oppure era già un progetto dell'ex assessore regionale alle infrastrutture Riccardo Riccardi ? E' un caso che da sempre gli uomini Aussa Corno fossero targati An e che anche l'interporto, oggi, sia guidato da un fedelissimo di Riccardi, il sindaco di Tarvisio, Renato Carlantoni (AN)? In verità le dimissioni di Tullio Bratta, quelle di cui da mesi tutti parlano, neppure esistono concretamente, dato che, sono state depositate ma solo con effetto dalla data dell'assemblea che mai più, da quel giorno, è stata convocata e nemmeno è ancora calendarizzata. Per ultimo, un problema non da poco inerente un'eventuale commissariamento deciso dalla Regione in caso di non approvazione del bilancio: nessuno dei politici fino ad oggi citati, ha intenzione di bruciarsi il "bonus" della poltrona quinquennale promessa dalla coalizione di centrosinistra  in caso di vittoria, per un incarico destinato comunque a durare massimo sei mesi. Per questo, se commissario ci dovrà essere, sarà necessariamente un dirigente regionale che aggiungerà qualche altro euro al suo già ricco stipendio di fine anno.