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POLO UNICO STRADALE: MEGA PROGETTO PER SALVARE AUTOVIE

Mancano pochi giorni alla soluzione del rebus che vede l'indicazione del prossimo presidente di Fvg Strade. L'attenzione della maggior parte dei cittadini fino ad oggi non era concentrata su questa decisione, ma con il passare del tempo, i continui cambi di strategia e i vari distinguo operati dai singoli politici hanno finito per insospettirci e farci capire che in ballo c'è qualcosa di molto più importante di una semplice poltrona, fra l'altro poco remunerata. Sebbene l'assemblea dei soci, in cui sarà nominato il nuovo vertice della società, si terrà il giorno 6 settembre, già due giorni prima, il 4 settembre, data prevista per la giunta regionale delle nomine, si saprà il nome scelto dalla presidente Debora Serracchiani. Ma un'altra scelta importante verrà presa dalla governatrice: decidere se mantenere un presidente ed amministratore delegato, di un cda composto da due "inutili" e grigi funzionari regionali, oppure creare la figura dell'amministratore unico. Tuttavia, ciò che più è importante capire, non è tanto se verrà confermato per un altro esercizio Giorgio Santuz, o se verrà indicato Maurizio Ionico, oppure una terza figura il cui identikit potrebbe corrispondere a quello di un pubblico amministratore con competenze tecniche dell'area pordenonese. Bisogna capire il progetto complessivo delle infrastrutture regionali e le sue fasi. Certamente si va verso delle semplificazioni, o meglio delle aggregazioni andando ad assorbire anche le strade provinciali. Ma il cuore, il cervello, il portafoglio delle infrastrutture regionali sono e restano Autovie Venete con l'incubo della scadenza della concessione prevista per il 2017. A questo, per evitare che la concessione vada in gara, potrebbe servire una buona squadra di politici e lobbisti, in grado di programmare in tempo un polo unico stradale, che inglobi anche Autovie Venete in una più ampia società che preveda l'ingresso di Anas e della Regione Veneto, a completo capitale pubblico.