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FONDAZIONE AQUILEIA PORTA IL LAVORO A PALAZZO BELGRADO

L'argomento è delicato ma certamente per i tanti ambiti che tocca sembra essere destinato a fare molto rumore. Come al solito, di quanto accade in Provincia, l'unico che sostiene di non saperne nulla è il Presidente Pietro Fontanini, ma il suo vice Franco Mattiussi dovrà presto darsi da fare a risolvere la classica rogna di fine estate. In questi giorni sono stati "collocati" dieci interinali presso il servzio lavoro di Palazzo Belgrado, ma fra questi solo quattro sono stati delle "riconferme"; gli altri sei, invece, nomi nuovi...o quasi. Fra i fortunati interinali scelti arbitrariamente compaiono, infatti, un certo Riccardo Strassoldo e tal Andrea Sandruvi figlio di Claudio, già assessore provinciale e attualmente sindaco di Montenars. L'assessore provinciale al lavoro, il leghista Leonardo Barberio, demanda agli uffici competenti la scelta dei dieci interinali scelti a collaborare per un anno con la Provincia chiamandosi fuori da qualunque responsabilità. Ma chi è stato, quindi, a decidere quali interinali chiamare ai colloqui e successivamente ad ascoltarli e sceglierli uno ad uno? Il responsabile, il funzionario Gianni Fratte, Posizione Organizzativa e tessera Pdl in tasca, si è tassativamente rifiutato, da quanto raccontano alcune delle interinali escluse dai colloqui, di fornire loro qualunque tipo di chiarimento limitandosi ad affermare che "trattandosi di una selezione e non di un concorso, non è tenuto a dare alcuna spiegazione". Anche per questo le sei quote rosa che lo scorso anno hanno collaborato con la Provincia presso il servizio lavoro, collocamento e formazione e quest'anno non si sono viste neppure invitare al colloquio, hanno fatto ufficiale richiesta alle Rsu provinciali e alla società interinale Talea srl  che ha svolto in sinergia con la PO (Gianni Fratte) del servizio lavoro, le modalità di scelta ed i curriculum dei selezionati. Ma per quale ragione, il dott. Daniele Damele, dirigente del servizio lavoro, meno di due anni fa, negò al suo sottoposto Gianni Fratte, la possibilità di svolgere  la posizione organizzativa (PO) del servizio lavoro oltre che turismo e contemporaneamente quella di direttore della Fondazione Aquileia? Perchè successivamente il dirigente Colussa, provvise alla autorizzazione quando appare evidente agli stessi uffici di Palazzo Belgrado che una PO con già un numero di ore di lavoro superiore alla media non può permettersi un secondo impegno esterno oltretutto impegnativo come quello di una direzione? Cosa ne pensa attualmente la dott.ssa Miorin? Ma la goccia che parrebbe aver fatto traboccare il vaso è stata la richiesta del PO, Gianni Fratte, di farsi girare la posta elettronica della Fondazione Aquileia sull'account del suo ufficio di Palazzo Belgrado, dove fra l'altro stamperebbe anche il materiale di volta in volta necessario. Non solo; stando ad alcuni colleghi di Fratte, nella sua stanza ci sarebbe una ragazza in co.co.co. che invece di occuparsi, come da contratto, a tempo pieno del progetto speciale Italia - Slovenia, si troverebbe suo malgrado a fare spesso da pseudo segretaria di anti sala per quanti desiderano interloquire con il Fratte "direttore della Fondazione Aquileia". Probabilmente, il vice presidente della Provincia, Franco Mattiussi, responsabile del progetto Terra dei Patriarchi osserva e tace...