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FVG STRADE: SANTUZ CONFERMATO PER UN ALTRO ESERCIZIO

E' convocata per il 6 settembre l'assemblea che nominerà il nuovo consiglio di amministrazione di Fvg Strade, o forse, l'amministratore unico. Praticamente sparite le quotazioni di Cervesi a rimanere in pista ci sono i due nomi di sempre: l'ex Ministro dei Trasporti democristiano, Giorgio Santuz, oppure l'ex consigliere di Autovie comunista, Maurizio Ionico.Sebbene sostenuto apertamente da una fetta di Confindustria edile friulana, le chance per Maurizio Ionico sembrano essere molto poche. Dovrà attendere ancora 9 mesi, il tempo esatto per far partorire al riconfermato Giorgio Santuz un nuovo direttore generale e la chiusura degli accordi in essere con i vertici di Anas e Ministero delle Infrastrutture.  Durante una recente riunione ristretta il segretario regionale del Pd, Renzo Travanut, avrebbe detto ai compagni scalpitanti "che bisogna attendere ed avere pazienza". L'ex ministro avrebbe avuto rassicurazioni dalla Governatrice in persona di avere il tempo ancora di un esercizio, quindi meno di un anno: fino ad aprile 2014. Entro quella data Giorgio Santuz si dovrà preoccupare di nominare il nuovo direttore generale di Fvg Strade ( Oriano Turello, dipendente regionale in forza a Fvg Strade con contratto privatistico scadrà il prossimo febbraio) scegliendo fra i dirigenti interni o una ricerca più allargata. Voci di corridoio parlano di una grande stima da parte dell'attuale presidente nei confronti dell'ing. Di Donè. Quello che appare altrettanto sicuro è che l'attuale direttore avrebbe creato più di qualche problema organizzativo alla società e che le pezze messe sono state varie. In questi mesi, che l'ex ministro avrà a disposizione, oltre a nominare il nuovo direttore, dovrà completare una serie di operazioni che vedono il passaggio di ulteriori competenze e rapporti con Anas oltre alla probabile acquisizione delle strade della Provincia. Ma quale è la ragione di tanto potere dell'on. Santuz, al punto da riuscire in barba a tanti detrattori a restare saldo al proprio posto? Probabilmente oltre alla sua indubbia competenza, la sua grande confidenza con due degli uomini più potenti delle infrastrutture nazionali: l'amministratore unico di Anas, Pietro Ciucci e il direttore generale e capo struttura tecnica di missione del Ministero delle Infrastrutture, Ercole Incalza, ( interlocutore assai utile anche per la terza corsia) attualmente vicino a Lupi ma storicamente legato al potentissimo socialista Signorile.