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REGIONE: POLITICI E IMPRENDITORI UDINESI CONTANO ZERO

In questa foto sono ritratti tre noti personaggi politici regionali: Isidoro Gottado, Angelo Compagnon e Debora Serracchiani. I friulani, più di ogni altra popolo, sentono molto la sudditanza verso chi comanda e tendono a dimenticare rapidamente chi perde il potere. Ecco spiegata la ragione per cui in Friuli Venezia Giulia ci si è quasi dimenticati degli ex deputati di Sacile e di Povoletto, mentre in attesa di parlare con "Debora la romana" c'è mezzo mondo. Quasi tutte le categorie economiche rincorrono la governatrice eccetto Confindustria di Udine che avendo nominato un presidente di transizione, tal Matteo Tonon,  assiste ai giochi di potere delle sorelle "maggiori" con Michelangelo Agrusti, Giuseppe Bono, Luigi de Puppi e Sergio Razeto. Molto prababilmente lunedì prossimo durante la mozione in consiglio comunale su Exe inizierà a traballare la poltrona del presidente leghista friulano, Pieri Fontanini mentre la Bassa Poropat e Cosolini affronteranno temi vitali per Trieste capoluogo. A Pordenone non esiste ente locale o istituzione in cui non si parli di internazionalizzazione ed export; a Udine, il leghista Mario Pittoni e Furio Honsell hanno trovato l'accordo sulla mozione dedicata all'accattonaggio. A dirigere magistralmente il quotidiano locale del Friuli è arrivato il padovano Omar Monestier, mentre il prossimo rettore di Udine per la prima volta sarà un veneto: Felice De Toni. Neppure la Chiesa ha trovato un vescovo made in Friuli, affidando la propria curia all'apprezzato Mons. Andrea Bruno Mazzocato di Preganziol. A dare ruolo a Udine finalmente ci penserà Silvio Berlusconi che ha appena lanciato Forza Italia 2.0. Il nome più accreditato a succedere al "fu Isidoro" parrebbe essere quello del suo nemico storico Massimo Blasoni, in queste ore su suolo romano alla corte di re Silvio. L'identikit è perfetto: giovane, facoltoso imprenditore, ambizioso. Eppure il "virus friulano", quello del "non saper fare squadra", potrebbe capovolgere le carte e portare l'irrequieto ex assessore regionale Riccardo Riccardi a voltare le spalle al re delle case di riposo e a regalare alla triestina Sandra Savino il ruolo il coordinatore regionale: sul tavolo un'importante ruolo dirigenziale...