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RICCARDI VERSO LA DIREZIONE GENERALE DI FRIULIA

In questi giorni tanto in maggioranza che all'opposizione pare essere uno degli argomenti più gettonati. D'altre parte l'ex assessore regionale alle infrastrutture Riccardo Riccardi ha sempre sostenuto la tesi che non ci può essere un clima di governo di larghe intese a Roma e di scontro a Trieste. La terza corsia, se la si vuole completare, deve avere il supporto di tutti: governo nazionale, regionale e persino Bruxelles. Debora Serracchani dovrà confrontarsi con Maurizio Lupi, il premier Enrico Letta dovrà continuare a dialogare con il vice Angelino Alfano. Perchè stupirsi, allora, se in un clima ritrovato di tanta familiarità ed affetto, il vice presidente della Regione Sergio Bolzonello prenda la guida di Aussa Corno, uno dei pochi gioielli di famiglia di Fontanini? Riccardo Riccardi, nonostante le sue oltre 7000 preferenze in consiglio regionale non ha mai negato di avere la predilezione per i ruoli prettamente tecnici e un pezzo di cuore sulla terza corsia lo ha sempre mantenuto. Tornare da dove è partito, sebbene con uno stipendio maggiore di quello da consigliere regionale, non lo stimola; ancora meno andrebbe a fare il direttore di un ente presieduto da Emilio Terpin. Altra cosa, invece, sarebbe andare dove già tempo fa era in procinto di sedere: la direzione generale di Friulia. La legge sembra essere fatta su misura per lui sostiene qualcuno. L'ultimo articolo della legge regionale 4 maggio 2012, n°10 recita testualmente: " La Regione promuove l'attivazione di meccanismi di mobilità del personale assunto con contratto a tempo indeterminato nell'ambito delle società controllate in via diretta e indiretta dalla Regione. Queste ultime, a tal fine, prima di accedere al mercato, verificano l'eventuale disponibilità di soggetti idonei nell'ambito delle altre società controllate, nel rispetto dei contratti di lavoro". Ora fra Riccardi e Friulia c'è solo un ostacolo: la presunta interruzione di sei mesi fra un incarico elettivo e uno dirigenziale regionale, ma le larghe intese vorranno pur servire a qualcosa.