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    ROSATO, RUSSO O OUTSIDER AL VERTICE REGIONALE PD

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    La data dei congressi è ancora incerta, come incerte sono le regole. Si dice che probabilmente il nuovo coordinatore regionale potrebbe essere votato a novembre 2013, ma qualcuno ipotizza che Bersani voglia tirarla avanti fino a novembre 2014. Tutto dipenderà dalla data del congresso nazionale; a quel punto congressi regionali e nazionale potrebbero essere contemporanei. Molte incertezze anche sulle regole. Potrebbero essere chiamati ai seggi solo gli iscritti regolari al Pd, oppure potrebbero essere delle primarie aperte a tutti gli elettori simpatizzanti. In questa seconda ipotesi, Matteo Renzi avrebbe un'autostrada aperta; in caso di urne aperte solo agli iscritti è evidente che Bersani e D'Alema solo fra Emilia Romagna, Toscana e Puglia avrebbero già i numeri per vincere. Ma a questo punto, Renzi e il suo correntone, molto probabilmente darebbero vita ad una scissione del Pd con la nascita di un nuovo soggetto politico. A cascata la situazione congressuale in Friuli Venezia Giulia. Al momento nessuno si espone troppo a microfoni accesi, ma ugualmente qualche notizia arriva. Il consigliere regionale Mauro Travanut non vuole bruciare nessun nome, ma dice solamente che se si vorrà arrivare ad un congresso regionale unitario il candidato segretario non potrà essere espressione del gruppo di Debora Serracchiani. In questo modo la pensano anche numerosi Bersaniani. C'è poi il nodo territoriale e i triestini quando vogliono sanno fare squadra molto più dei friulani. Poichè il governatore Serracchiani, il presidente del consiglio regionale Iacop e il capogruppo in consiglio regionale Shaurli sono tutti della provincia di Udine, il prossimo coordinatore regionale dovrà necessariamente essere triestino e possibilmente quarantenne. Identikit tracciato ad hoc per l'on. Ettore Rosato che tanto sta lavorando a fianco della Serracchiani; tuttavia, allo stesso identikit potrebbe corrispondere anche il senatore Francesco Russo, meno gradito alla governatrice ma molto vicino al presidente del consiglio Enrico Letta. Ad ambire allo stesso incarico, si dice esserci anche il senatore Carlo Pegorer, ma le ipotesi di un suo ritorno vengono date estremamente remote. Fin qui tutto perfetto nell'ipotesi di congressi aperti solo agli iscritti ufficiali. Ma cosa accadrebbe, si domandano i recordman di preferenze se invece i congressi fossero aperti a tutti, iscritti e simpatizzanti? In questo caso per i triestini sarebbe un vero problema recuperare un adeguato consenso e potrebbero aprirsi praterie per i goriziani Brandolin e Gherghetta o per qualche friulano illustre sostenuto da Iacop e Baiutti.

  • Commenti

  • Per Renzi non ci sarà nessuna autostrada aperta. L'apparato del Partito non permette e non perdona. Commento inviato il 06-07-2013 alle 17:39 da Anonimo

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